
Essere ambiziosi senza perdere mai la propria identità. Potremmo riassumere così la scelta della Yuasa Battery di promuovere in prima squadra Tommaso Moretti. Perché quando un ragazzo cresce tra palestra, settore giovanile, allenamenti, trasferte e sogni costruiti un giorno alla volta, il momento in cui si apre la porta della prima squadra assume un significato che va oltre il semplice salto di categoria.
L’ambiziosa Grottazzolina apre dunque le porte della Serie A allo schiacciatore classe 2005, nuovo volto di un gruppo che guarda al futuro senza smettere di coltivare le proprie radici.
Per Tommaso non si tratta di un punto di arrivo, ma di una tappa importante dentro un percorso costruito con pazienza. L’ultima stagione, vissuta nel campionato di Serie B (la seconda squadra del club grottese) agli ordini di coach Delvecchio, è stata quella della crescita e della consapevolezza.
Allenamento dopo allenamento, partita dopo partita, Moretti ha saputo ritagliarsi il proprio spazio mostrando qualità tecniche, disponibilità al lavoro e quella voglia di migliorarsi che spesso fa la differenza quando si passa dal potenziale alla concretezza.
«È stata un’emozione difficile da descrivere – racconta Tommaso in merito alla chiamata ricevuta da coach Ortenzi -. All’inizio quasi non ci credevo: ricevere quella chiamata e sapere di poter entrare a far parte della prima squadra della mia città è stato qualcosa di speciale. Il fatto che mio padre (Tommaso è il secondogenito di Ferdinando Moretti, storico dirigente nel direttivo del club, ndr) non ne sapesse nulla né se l’aspettasse ha reso la sorpresa ancora più bella, perché anche lui si è commosso quando glielo ho detto. Per me, che sono cresciuto qui e ho sempre seguito questa società, è un motivo di grande orgoglio. So che questa è una grande opportunità e voglio ripagarla con impegno, serietà e tanta voglia di migliorare».
La chiamata in prima squadra rappresenta anche un segnale preciso da parte della società. La Yuasa Battery continua a guardare avanti senza rinunciare alla propria identità: costruire una squadra competitiva ma mantenendo vivo il legame con il territorio e con il lavoro del settore giovanile. Negli anni sono stati tanti i giocatori cresciuti in casa ad aver trovato spazio nel gruppo dei grandi, e ogni volta il significato è lo stesso: dimostrare che il percorso esiste davvero e che il vivaio non è soltanto una struttura di formazione, ma una strada concreta. Non ci si chiama “Scuola di Pallavolo” per caso, insomma.
«Mi aspetto una stagione impegnativa – prosegue Moretti – perché la Serie A2 è un campionato molto competitivo e ogni punto va conquistato. Abbiamo una squadra con grandi qualità e sono convinto che, lavorando con umiltà e determinazione, potremo toglierci tante soddisfazioni. Da parte mia darò sempre il massimo cercando di mettere il mio contributo al servizio della squadra ogni volta che ne avrò l’opportunità. L’obiettivo comune deve essere quello di crescere insieme e raggiungere i migliori risultati possibili»













