Riceviamo da un genitore, in qualità di portavoce di altri genitori, la seguente lettera, che pubblichiamo:

«I genitori degli alunni iscritti alla futura classe prima a settimana lunga della Scuola Secondaria di I grado “Nardi”, plesso nord, (a Porto San Giorgio, ndr) hanno formalmente consegnato alla dirigenza scolastica una lettera sottoscritta da tutte le famiglie interessate per esprimere la propria forte preoccupazione in merito alla formazione delle classi per il prossimo anno scolastico. 

Secondo quanto comunicato dalla scuola, sarebbero state costituite quattro classi prime: tre sezioni a settimana corta con circa 18-20 alunni ciascuna e una sola sezione a settimana lunga inizialmente composta da 31 alunni, tra cui due studenti con disabilità destinatari di sostegno.

Successivamente la dirigenza avrebbe prospettato lo spostamento di tre studenti verso le classi a settimana corta, riducendo così il numero degli alunni della sezione a settimana lunga a 28, con un riorientamento e laddove non vi fossero volontari, con l’applicazione del regolamento contenente i criteri per le formazioni delle classi, votato dal Consiglio d’istituto lo scorso anno. Tale soluzione, tuttavia, non viene ritenuta sufficiente dalle famiglie, nè equa: rimarrebbe comunque una classe di grandi dimensioni, con le conseguenti criticità sotto il profilo didattico, organizzativo, inclusivo e della sicurezza. Di più, le famiglie si troverebbero con un orario che non hanno scelto. 

Ulteriore elemento di preoccupazione riguarda la sicurezza degli ambienti scolastici. I genitori chiedono che venga preventivamente verificata la capienza effettiva delle aule, ricordando che il D.M. 18 dicembre 1975 prevede per la scuola secondaria di primo grado una superficie minima di 1,80 metri quadrati netti per alunno, la classe pertanto dovrebbe essere di almeno 50 mq, e che il D.M. 26 agosto 1992, in materia di prevenzione incendi, individua specifici parametri (massimo 26 persone) per l’affollamento delle aule e delle vie di esodo. Una classe composta da 28 alunni, oltre ai docenti curricolari e agli insegnanti di sostegno, merita un’attenta e rigorosa verifica della conformità dell’aula ai requisiti previsti dalla normativa vigente in materia di sicurezza, capienza e gestione delle emergenze. Ci siamo rivolti anche all’Ufficio Scolastico Regionale, rappresentando – si legge nella lettera – la situazione e chiedendo un intervento per favorire una soluzione della vicenda. La risposta è stata che la formazione delle classi e le relative determinazioni organizzative rientrano nelle prerogative del Dirigente scolastico, il quale dispone dell’autonomia necessaria per assumere le decisioni ritenute più opportune nel rispetto della normativa vigente. È del 7 luglio la comunicazione della scuola che di fatto ha soppresso una delle due sezioni a settimana lunga prevista, eppure a scuola c’è la documentazione che prova l’organizzazione delle due classi, con i relativi libri di testo e l’organizzazione degli iscritti da parte degli insegnanti della scuola primaria. Nel corso dell’incontro del 6 luglio scorso, il Dirigente scolastico aveva comunicato ai genitori l’intenzione di convocare entro il 13 luglio le famiglie degli iscritti alle classi a settimana corta per individuare una soluzione condivisa. (…).

I genitori chiedono pertanto che la Dirigenza scolastica attivi ogni iniziativa utile presso gli Uffici scolastici competenti per ottenere lo sdoppiamento della classe oppure, qualora ciò non fosse possibile, individui ogni diversa soluzione organizzativa idonea a garantire una distribuzione equilibrata degli alunni tra le quattro classi prime, assicurando pari dignità al percorso a settimana lunga e a quello a settimana corta: la nostra iniziativa non è rivolta contro la scuola o il personale docente, ma è finalizzata esclusivamente a tutelare il diritto degli studenti a un ambiente di apprendimento inclusivo, sicuro ed equilibrato». 

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