Il gruppo SI-Avs di Fermo, qui con Nicola Fratoianni

«Di fronte alle notizie sulla possibile presenza nel territorio del Comune di Fermo di militari appartenenti alle Forze di Difesa Israeliane (Idf), il gruppo consiliare di Alleanza Verdi e Sinistra ha presentato un’interrogazione urgente al sindaco e alla giunta affinché venga fatta piena chiarezza sui fatti e siano assunte le iniziative di competenza dell’Amministrazione comunale. Non si tratta di una questione privata né di alimentare polemiche ideologiche. Si tratta del rispetto del diritto internazionale e della responsabilità delle istituzioni democratiche di fronte a quella che numerosi organismi delle Nazioni Unite, organizzazioni umanitarie e autorevoli esperti di diritto internazionale definiscono un genocidio in corso nella Striscia di Gaza». E’ quanto si legge in un comunicato stampa del coordinamento provinciale Sinistra Italiana  – Avs Fermo.
«Da mesi assistiamo allo sterminio di decine di migliaia di civili, alla distruzione sistematica di ospedali, scuole, università, luoghi di culto e infrastrutture essenziali, all’utilizzo della fame come arma di guerra e alla negazione degli aiuti umanitari. Intere famiglie sono state cancellate, una popolazione di oltre due milioni di persone è stata costretta a continui sfollamenti e privata delle condizioni minime per la sopravvivenza. (…).
In questo contesto l’interrogazione richiama il fatto che la Corte Penale Internazionale ha emesso mandati di arresto nei confronti del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e dell’ex ministro della Difesa Yoav Gallant. Viene inoltre ricordato l’appello della relatrice speciale delle Nazioni Unite per i territori palestinesi occupati, Francesca Albanese, secondo cui ogni Stato ha il dovere di verificare la presenza sul proprio territorio di persone sospettate di crimini internazionali, affinché le autorità competenti possano valutare i fatti nel rispetto del diritto e delle procedure previste. Per questo – rimarcano da SI-Avs – chiediamo all’amministrazione comunale se sia a conoscenza della presenza di appartenenti all’Idf nel territorio fermano, quali iniziative intenda assumere e se ritenga opportuno attivarsi presso le autorità competenti affinché siano rispettati gli obblighi derivanti dal diritto internazionale. Chiediamo inoltre che il Consiglio comunale e la cittadinanza siano costantemente informati sugli sviluppi della vicenda. La nostra iniziativa non è rivolta contro un popolo o una religione. È rivolta contro i crimini di guerra, contro le violazioni dei diritti umani e contro ogni forma di impunità. Difendere la legalità internazionale significa affermare che nessuno può sottrarsi all’accertamento delle proprie responsabilità quando esistono accuse così gravi. Di fronte al genocidio del popolo palestinese non esiste una posizione neutrale. Le istituzioni hanno il dovere morale e politico di non voltarsi dall’altra parte, di pretendere il rispetto del diritto internazionale e di contribuire, ciascuna per le proprie competenze, alla costruzione di una pace fondata sulla giustizia e sui diritti dei popoli. Fermo non può essere una città indifferente. Chiedere trasparenza, legalità e rispetto delle norme internazionali significa difendere i valori costituzionali su cui si fonda la nostra Repubblica: la pace, la dignità della persona e il ripudio della guerra».
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