«Continuano le occasioni mancate del consigliere Greci per tacere su questioni legate al contenzioso che oggi vedono il Comune già esposto sul caso Italgas grazie alla sua inerzia di due anni e mezzo di mandato, dove oltre che vicesindaco era assessore al contenzioso. Non contento del disastro in corso, di cui non si è mai occupato, all’attenzione di questa amministrazione, solo qualche settimana fa, arriva una nuova sentenza del tribunale di Fermo di un procedimento promosso da un cittadino elpidiense circa la mancata liquidazione del contributo di autonoma sistemazione a seguito di edificio danneggiato dal terremoto, nel quale il Comune è condannato a liquidare 30.000 euro tra sorte e spese legali. Ed indovinate un pò, il Comune è stato condannato in contumacia ovvero di nuovo nessuno nel 2023 si era costituito in giudizio». E’ la dura replica dell’amministrazione comunale di Sant’Elpidio a Mare, guidata dal sindaco Gionata Calcinari, al consigliere comunale di opposizione, Roberto Greci (Fi).
«Quindi – rincara la dose Calcinari – una nuova condanna a pagare con i soldi dei cittadini l’inerzia dell’assessore vicesindaco Roberto Greci che non si è mai occupato di nessuna pratica legale di questo Comune, questo oramai sembra essere palese. Sembra evidente che il consigliere Greci non sia nella posizione di parlare di altre pratiche di contenzioso, come sta facendo ricorrentemente, perché oltre che non essersi interessato di niente, lascia in eredità disastri su disastri. «Si preoccupa oggi di una procedura che ha coinvolto l’assessore Tiburzi, partita nel 2018 e da lui lasciata abbandonata, del quale è bene ricordare che l’assessore Tiburzi non ha alcuna proprietà del suddetto manufatto né delle quote societarie, mentre l’attuale amministrazione ha portato avanti senza fare sconti a nessuno. Riteniamo quindi che Greci doveva preoccuparsi dei soldi dei cittadini a suo tempo, ma forse era intento a preparare i modelli di rimborso carburante che percepiva per muoversi dal comune di Sant’Elpidio a Mare a Civitanova Marche, luogo di sua dimora, mentre espletava le funzioni di vicesindaco nella città dove non abitava».
















