Roberto Ripa (nella foto, fonte: canali ufficiali web Atletico Porto Sant’Elpidio) è stato un giocatore dell’allora Serie A con Bari e Perugia, ma anche con tanti anni da professionista in curriculum, partendo da Porto Sant’Elpidio dove ha esordito negli anni ’80 in Interregionale. Ora, come coordinatore generale dell’Atletico Porto Sant’Elpidio, è stato chiamato a rilanciare le quotazioni della squadra che l’ha visto crescere.

«Sono stato contattato da alcuni imprenditori locali che hanno chiesto la mia disponibilità a iniziare un nuovo percorso – le prime parole dell’ex prof nel merito -. Ho accettato avendo in mente un programma ben preciso». Per Ripa le parole d’ordine sono ora «lo sviluppo del settore giovanile, legato a una prima squadra capace di ritrovare la vera identità di Porto Sant’Elpidio. Questo è il nostro filo conduttore, a partire da me che in questa città sono nato e cresciuto come uomo e calciatore. Agli imprenditori ho proposto di consolidare e far crescere un settore giovanile d’élite che già stava lavorando bene. L’obiettivo è programmare il futuro partendo dal vivaio, creare opportunità per i giovani più interessanti e dare vita a una prima squadra che sia un modello e un esempio per i nostri bambini. Siamo quindi riusciti a creare una struttura societaria solida che prevede, come già annunciato, la presidenza di Fabio Stortini, una figura fortemente impegnata nel sociale, ambito che rientra appieno nella nostra programmazione. Accanto a lui, Maurizio Esposito e Gabriele Vesprini. Infine, pur non facendo parte del consiglio direttivo, sette imprenditori che al pari dei vertici societari sono il cuore centrale della società con i loro suggerimenti, passione e dedizione alla causa, che va oltre il mero supporto finanziario. Il “team operativo” del club invece è composto, oltre che da me, dal direttore sportivo Alessandro Cannoni e dal responsabile del settore giovanile Uriel Vallasciani».

«Vogliamo un vivaio forte, in cui l’educazione calcistica cammini di pari passo con quella sociale: formare prima gli uomini, poi i calciatori. Ho dedicato tutta la mia vita professionale al calcio e, mi piacerebbe che i nostri ragazzi possano ricevere quegli strumenti tecnici ed educativi che io stesso ho ricevuto da bambino in questa realtà – ha proseguito Ripa -. Per questo, con il club abbiamo deciso di ricreare attraverso la prima squadra una vera identità e senso di appartenenza a Porto Sant’Elpidio. Avremo tanti giocatori che hanno Porto Sant’Elpidio sulla pelle, perché cresciuti qui o legati a questa maglia. Faremo delle iniziative per supportare le famiglie del settore giovanile che scelgono di impegnarsi con noi. In un momento particolarmente complicato dal punto di vista economico, dare supporto alle famiglie della nostra città è doveroso».

Sulla prima squadra over, Ripa conclude per come segue. «È sempre un punto di riferimento, anche perché la prima squadra mi ha dato la possibilità, a suo tempo, di spiccare il volo. Sarà una squadra che avrà il giusto equilibrio tra giovani ed elementi più esperti. Io stesso ho iniziato nei dilettanti qui a Porto Sant’Elpidio a 18 o 19 anni, sono andato fuori a giocare nella stessa categoria a 21 e solo dopo sono approdato al professionismo che avevo già 22 anni. C’è sempre tempo, insomma, per realizzare le proprie ambizioni personali. La cosa importante è formare i nostri ragazzi e prepararli alle sfide del domani, nello sport come nella vita».

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