Milena Sebastiani

«Un testo che ci permette di dare una risposta di buon governo a un pericolo reale: l’omologazione e lo svuotamento dei centri storici. La visione politica della Giunta Acquaroli va nella direzione esattamente opposta a quella dell’abbandono: uniamo la riqualificazione degli spazi fisici e urbanistici alla tutela delle botteghe artigiane, dei mercati storici e delle attività commerciali identitarie. Stiamo dando agli enti locali e alle nostre comunità gli strumenti per tutelare la nostra storia, trasformandola in una risorsa economica e di accoglienza per il presente». Così la consigliera Milena Sebastiani, oggi, in Consiglio regionale, sull’approvazione della proposta di legge 64 “Disposizioni per la valorizzazione e la riqualificazione dei centri storici, dei luoghi del commercio di particolare interesse e delle attività economiche che concorrono alla salvaguardia delle caratteristiche storico-culturali dei luoghi”.

«Per la nostra maggioranza le Marche sono una terra di straordinaria vitalità, diffusa in una rete unica di borghi storici e rurali. Questa legge ha il merito di affrontare con strumenti di buon governo una delle sfide più complesse del nostro tempo: il contrasto alla desertificazione commerciale, alla rarefazione dei servizi e alla perdita dell’identità dei nostri borghi storici e rurali – ha aggiunto la Sebastiani -. Lo facciamo con una strategia di valorizzazione integrata che unisce rigenerazione urbana, sostegno al commercio di prossimità e cura del patrimonio edilizio e paesaggistico».

La consigliera Sebastiani ha presentato anche un emendamento alla legge – approvato – che riguarda la valorizzazione dell’Artiturismo, progetto già sperimentato a Ripe San Ginesio. «Quando parliamo di salvaguardare il patrimonio storico e culturale dei luoghi, abbiamo davanti agli occhi un modello virtuoso, esperienziale e tipicamente marchigiano: l’Artiturismo – ha spiegato -. Abbiamo visto il borgo di Ripe San Ginesio rinascere e qualificarsi proprio come primo borgo dell’Artiturismo d’Italia, anche grazie alla sinergia e al supporto di realtà di riferimento per il mondo artigiano. Lì abbiamo la dimostrazione lampante di come il lavoro manuale e le botteghe del territorio non siano solo spazi produttivi, ma veri e propri motori di accoglienza diffusa, di attrazione turistica e di rilancio economico».

«Aprire i laboratori ai visitatori, permettendo loro di partecipare attivamente e di imparare direttamente dagli artigiani, significa trasformare un’attività commerciale in un presidio identitario – ha concluso la consigliera Sebastiani -. Investire sulla riqualificazione di questi spazi, semplificare i percorsi amministrativi e incentivare chi resiste e fa impresa nel nostro entroterra – esattamente come prevede l’articolo 5 di questa legge – permette alle nostre piccole imprese di valorizzarsi, diversificare la propria offerta ed entrare in reti virtuose come l’Elenco regionale ufficiale».

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