Da domani 25 luglio al 10 gennaio prossimi, le sale del Centro Studi e gli spazi della Casa Museo Osvaldo Licini a Monte Vidon Corrado ospiteranno un’esposizione dedicata ad Anton Zoran Music, artista di “confine” nato vicino Gorizia, ma formatosi all’Accademia di Zagabria.

Promossa dal Centro Studi Licini in collaborazione con il Comune di Monte Vidon Corrado, la Regione Marche e il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Fermo, la mostra, che sarà inaugurata domani sera, porta nel Fermano il percorso di un maestro indiscusso dell’arte del secondo Novecento.

Curata da Daniela Simoni e Stefano Bracalente, l’esposizione si articola attorno a una selezione di opere provenienti dalla prestigiosa collezione di Alberto Marcelletti: un percorso cronologico e tematico che raccoglie oli, acquerelli, litografie e incisioni databili dal 1947 ai primi anni Ottanta.

«Parlare di Zoran Music a livello internazionale è quasi riduttivo – afferma Marcelletti – l’auspicio è che i visitatori possano venire a Monte Vidon Corrado e scoprire questo artista straordinario, attraverso delle rarità che saranno in mostra, tra quadri ed incisioni».

L’arrivo di Zoran Music nei luoghi di Osvaldo Licini, permette di creare un inedito dialogo tra due anime inquiete e profonde dell’arte moderna. Pur mantenendo le proprie specifiche cifre stilistiche, i due artisti condividono risonanze interiori evidenti come la Ricerca dell’essenzialità: la riduzione della linea al suo segno primordiale; il Paesaggio trasfigurato: un’intonazione silente, sospesa tra il favolistico e il malinconico; una Dimensione atemporale: la capacità di muoversi continuamente tra il figurativo e l’astratto, oltre alla Riflessione sul dolore: il tema della morte come discesa agli Inferi e successiva risalita.

Nato vicino a Gorizia, Music è stato un vero artista “di confine”, un ponte ideale tra Oriente e Occidente consacrato nel 1956 dal Gran Premio della Grafica alla Biennale di Venezia. Il percorso espositivo guida il visitatore attraverso le tappe fondamentali della sua produzione: dai famosi e identitari cavallini e asinelli dalmati fino ai paesaggi rocciosi del Carso, le colline umbro-senesi e le vedute di Venezia, sua città d’adozione.

«Personalità complessa, come tutte le anime inquiete, schivo e riservato, scostante, apparentemente distaccato, Zoran Music trova nell’arte il modo di lasciarsi andare – sottolinea il curatore Stefano Bracalente – Fare grafica in particolare lo diverte. Il segno di Music è discreto, semplice, essenziale e non fa mai rumore, ma anzi aspira al silenzio».

«Le opere di Music in mostra, permettono di seguirne l’evoluzione del percorso artistico attraverso le diverse serie e di cogliere la trasformazione dell’immagine interiore di uno stesso soggetto trattato a olio, ad acquerello e nelle varie tecniche grafiche – aggiunge la curatrice Daniela Simoni – conoscere la grafica dell’artista giuliano significa entrare nel nucleo pulsante della sua creazione, dove emergono maggiormente la rinuncia alla descrizione naturalistica, la permanenza delle forme e il reiterarsi di una sintassi compositiva».

La mostra si inserisce nell’attività pluriennale del Centro Studi Licini, da una parte proseguendo la presentazione al pubblico dei grandi artisti storicizzati del ventesimo secolo, dall’altra indagando il tema del “segno” nell’arte contemporanea come già in mostra precedentemente ordinate.

 

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