Scoppia la bagarre politica sulla sicurezza a Porto Sant’Elpidio. È bastato un post social di Giovanni Armelli, titolare de “Lo Storione” sul lungomare sud per infiammare la diatriba sulla sicurezza locale. «Lunedì iniziamo con una ronda, dalle 23, per proteggere le nostre attività» questo, in sunto, quanto chiesto tramite il proprio account Facebook dal ristoratore. Un appello che ha trovato subito il supporto (al momento online) di parte della comunità elpidiense. Un invito che ha subito mandato in allarme le forze politiche di opposizione. Dopo l’ex assessora Pd, Patrizia Canzonetta, è arrivato il commento del consigliere Daniele Stacchietti. Stesso leit motiv: «Quando cittadini e imprenditori arrivano a pensare di doversi difendere da soli, significa che le istituzioni non stanno riuscendo a garantire un diritto fondamentale: la sicurezza. – attacca il consigliere – Per anni hanno costruito il proprio consenso promettendo sicurezza, ordine e controllo del territorio. Ci è stato detto che, con la cosiddetta “filiera istituzionale”, avere Comune, Provincia, Regione e Governo dello stesso colore politico avrebbe permesso di affrontare e risolvere ogni problema. La sicurezza è un diritto dei cittadini e un dovere delle istituzioni. Per questo servono meno slogan e più fatti: maggiore presenza delle forze dell’ordine, più coordinamento tra gli enti competenti e un sostegno concreto a chi ogni giorno lavora e tiene vivo il nostro territorio».
Una preoccupazione che ha coinvolto anche il segretario cittadino del Pd, Carlo Cognigni: «Ci sono momenti in cui la rabbia e l’esasperazione rischiano di prendere il sopravvento. E quando leggo il post di un imprenditore della nostra città che, dopo settimane di furti, atti vandalici e addirittura una violenta aggressione subita, arriva a proporre una ronda per cercare i responsabili, la prima cosa che provo è vicinanza. Proprio per questo, però, credo che sia necessario dire con altrettanta chiarezza che le ronde non possono essere la risposta. Nel pomeriggio, proprio per questo motivo, ho ritenuto doveroso contattare il sindaco Massimiliano Ciarpella affinché si attivasse immediatamente per evitare che questa situazione degenerasse. Sono convinto che il confronto e l’intervento delle istituzioni siano la strada giusta. All’Amministrazione comunale rivolgo un appello: fate tutto ciò che oggi è nelle vostre possibilità».
Non si è fatta attendere la risposta del primo cittadino. «Il tema sicurezza, in questi giorni al centro del dibattito, non ci lascia, ovviamente, indifferenti. Ho convocato un incontro per lunedì prossimo con gli operatori balneari e le associazioni di categoria. Crediamo convintamente che forme di collaborazione e partenariato pubblico-privato possano essere efficaci, siamo pronti a mettere a disposizione ulteriori risorse per sostenere progetti di vigilanza. Va però ribadito con fermezza che la giustizia fai da te non è la soluzione, né può essere minimamente accettata, su questo voglio essere chiaro.
A leggere alcuni commenti ed esimi esponenti politici, sembrerebbe che in questi tre anni non si sia fatto nulla. Al di là di qualche apprezzabile, sporadico contributo, ho ascoltato anche – la stilettata del primo cittadino – molta retorica da retrobottega. Rischiando di ripetermi, elenco e ricordo tutte le azioni che questa Amministrazione comunale ha messo in campo. Il potenziamento della videosorveglianza con cospicui investimenti. La nostra polizia locale è arrivata a 26 agenti per 26mila abitanti. Siamo arrivati a più di 100 servizi interforze con il coinvolgimento della nostra Polizia locale. Abbiamo effettuato verifiche a tappeto su B&B e Cin, abbattuto strutture balneari non in regola diventate ricettacolo di fenomeni di illegalità, ripristinando lo stato dei luoghi.
A fronte di tutto questo, a me pare evidente che quanto è nei poteri di un sindaco e di un’amministrazione comunale sia stato integralmente messo in campo. Rimane intollerabile, e lo dico una volta di più, ritrovare rapinatori seriali, ladri incalliti, feroci aggressori puntualmente fermati, arrestati o intercettati dal lavoro encomiabile delle forze dell’ordine, di nuovo beatamente a piede libero dopo ogni crimine». Una polemica che non sembra volersi spegnere.


















