Il Teatro Romano di Falerone ha accolto, con il tutto esaurito e il grande entusiasmo del pubblico, il noto scrittore e insegnante Enrico Galiano, protagonista dell’appuntamento di mercoledì 29 luglio 2026 promosso da Confartigianato Imprese Macerata-Ascoli Piceno-Fermo e Ancos Aps.
L’evento è stato realizzato in collaborazione con l’associazione Help S.O.S. Salute e Famiglia e con il patrocinio del Comune di Falerone.

Si è trattato del quarto incontro di Essere Umani, il format itinerante promosso da Confartigianato per riflettere insieme alla comunità sui grandi temi della contemporaneità. Come ha spiegato il Vicepresidente territoriale di Confartigianato Imprese Macerata-Ascoli Piceno-Fermo, Lorenzo Totò, la volontà dell’Associazione è quella di creare connessioni e momenti di condivisione, nella convinzione che «la crescita di una comunità non passi soltanto dal benessere economico, ma anche da quello sociale e dalla qualità delle relazioni che sappiamo costruire. Confartigianato è al fianco delle imprese creando sinergie a tutto tondo». Un pensiero condiviso anche dal Presidente interprovinciale di Ancos, Claudio Chiacchiera, che insieme a Totò ha ringraziato il Comune di Falerone per il supporto nell’organizzazione della serata.

Sul palco è intervenuta anche la vicesindaco Pisana Liberati. A portare i saluti istituzionali sono stati inoltre il Presidente della Provincia di Fermo, Michele Ortenzi, e la Consigliere regionale Milena Sebastiani.
Nel corso dello spettacolo, Enrico Galiano ha coinvolto il pubblico con l’incontro Crescere sani e storti – Non c’è bellezza senza una crepa, non c’è una crepa senza bellezza, affrontando alcune delle paure più diffuse tra ragazzi e adulti di oggi. Attraverso un dialogo diretto con gli spettatori, lo scrittore ha riflettuto sul timore di sbagliare e sulla paura del giudizio, sottolineando come proprio “le crepe” rappresentino occasioni di crescita in ogni fase della vita.
«I vincenti “da subito” non arrivano lontano – ha affermato Galiano – perché sono convinti che basti il talento. Chi invece conosce le cadute riesce ad andare più avanti, perché capisce fin
dall’inizio che il talento, da solo, non basta e impara il valore del sacrificio».

 

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