
Torna a parlare di sanità il consigliere regionale Fabrizio Cesetti, che punta di nuovo il dito contro l’amministrazione guidata da Francesco Acquaroli.
«Il giudizio di parifica della Corte dei Conti smonta pezzo per pezzo la narrazione della giunta Acquaroli: dopo sei anni di governo di centrodestra, la realtà smentisce il Presidente e l’Assessore. Il re è nudo – ha dichiarato il consigliere del Partito Democratico, Fabrizio Cesetti, all’indomani dei rilievi emersi dal giudizio di parifica sul Rendiconto generale 2025 emesso dalla Corte dei Conti – i dati della magistratura contabile certificano il quadro impietoso che l’opposizione denuncia da anni: un fallimento gestionale senza appello. Le liste d’attesa continuano a crescere, raggiungendo la cifra record di 110 mila visite inevase. Purtroppo non c’è da stupirsi se, come ho ripetutamente denunciato negli ultimi mesi attraverso specifici atti consiliari, sia diventata un’emergenza persino la refertazione degli esami istologici nelle Ast delle Marche. Ci sono pazienti costretti ad attendere oltre tre mesi per l’esito di biopsie fondamentali, con il rischio di ritardare la conferma di diagnosi oncologiche e il tempestivo avvio di terapie salvavita. A questo quadro drammatico si aggiunge il fatto che un marchigiano su dieci è ormai costretto a rinunciare alle cure, poiché il servizio pubblico non garantisce risposte e il privato resta inaccessibile per la maggior parte dei cittadini a causa degli alti costi. Resta drammaticamente valido e attuale il giudizio espresso già nel 2024 dal Collegio dei Revisori dei Conti nel Bilancio di previsione, in cui si evidenziava come la sanità marchigiana fosse tutt’altro che universale, ma riservata a pochi privilegiati facoltosi e raccomandati. Da allora, purtroppo, nulla è cambiato».
«Chi invece non rinuncia alle cure – prosegue l’esponente dem – è costretto a spostarsi fuori regione: il disavanzo della mobilità passiva è peggiorato nettamente, schizzando dai -48,69 milioni di euro del bilancio 2024 al rosso record di -52,95 milioni attuale. Un peso economico enorme per le casse regionali e una penalizzazione ingiusta per i cittadini costretti ad andare altrove per curarsi».
«Eppure – incalza Cesetti – di fronte a questa drammatica situazione, il Presidente e l’Assessore alla Sanità sembrano pensare più a fare propaganda sui social network che a risolvere i problemi strutturali del sistema. Questa giunta, tradendo la fiducia dei cittadini, ha spacciato per riforma una riorganizzazione che ha finito solo per smantellare i servizi e creare ulteriore disordine. Il Piano socio-sanitario è rimasto inattuato, gli investimenti sono azzerati e la tutela della salute è stata ridotta a uno spot elettorale permanente».
«Siamo fortemente preoccupati per il futuro – conclude Cesetti – perché non vediamo alcun segnale di inversione di tendenza. Ritengo che il presidente Acquaroli, in quanto primo e principale responsabile della politica sanitaria marchigiana, abbia il dovere politico di prendere direttamente in mano la situazione. Dopo sei anni non può continuare a governare come se fosse sempre in campagna elettorale, parlando per slogan senza portare risultati: serve una svolta immediata per tornare a garantire a ogni marchigiano il diritto fondamentale alla salute sancito dalla nostra Costituzione».















