Ventuno punti all’ordine del giorno del Consiglio comunale di Fermo prima della pausa estiva. Mozioni, interrogazioni e ordini del giorno presentati dall’opposizione che un primo obiettivo è riuscita a centrarlo: ottenere la convocazione di una civica assise in pieno agosto per esaminare almeno una parte delle tantissime interrogazioni già depositate. E mentre all’interno del Palazzo dei Priori ci si confrontava sull’ordine del giorno, fuori andava in scena la protesta del coordinamento Marche per la Palestina che pretendeva chiarimenti riguardo alla eventuale presenza di soldati israeliani in vacanza nel territorio.

Girfalco e scuola Da Vinci

Ad aprire le danze proprio il botta e risposta tra il consigliere Spagnoli (Avs), che aveva chiesto di anticipare la discussione sull’interrogazione relativa alla presenza dei militari nel Fermano ed il Presidente Giulio Cesare Pascali che ha respinto la richiesta dell’esponente di minoranza citando il regolamento della civica assise. Il Consiglio ha dunque seguito la scaletta con l’interrogazione di Avs relativa ai lavori di riqualificazione del Girfalco. Spagnoli ha lamentato la totale assenza di un confronto e di condivisione del progetto nella sua fase preliminare. «E poi ci sono gli aspetti tecnici -ha aggiunto ancora Spagnoli- si tratta di un progetto che poteva andare bene per qualsiasi piazza d’Italia. Avevamo criticato anche la scelta della pavimentazione e devo prendere atto che si sta cambiando qualcosa». La risposta è passata per le mani dell’assessora competente Maria Antonietta Di Felice. «La competenza relativa all’approvazione di un progetto spetta alla giunta -ha ricordato quest’ultima- quindi lavoriamo in primis per competenze aprendo un dialogo quando veniamo attaccati». I lavori, come noto, hanno interessato per prima la zona dove ci sono i giochi ed inaugurata ieri. «Riguardo alla parte restante dell’area c’è una perizia di variante che abbiamo inviato ai consiglieri prevedendo modifiche di dettaglio come l’utilizzo di ghiaia per la pavimentazione -ha aggiunto l’assessora- ringraziamo comunque le associazioni per il confronto. Quanto ai bagni sono previsti nel piano delle opere pubbliche e non in questo progetto».

Il consigliere Saturnino Di Ruscio, capogruppo di “Servire Fermo” ha invece puntato l’indice sul cantiere per la realizzazione della nuova scuola Da Vinci nello stesso spazio occupato dal vecchio istituo. «Non si contesta la realizzazione di una nuova scuola o il lavoro dei progettisti, ma la decisione di ricostruirla nello stesso spazio. L’idea migliore sarebbe stata quella di spostarla a Santa Caterina, anche perché è cambiato il modo di fare scuola, oggi abbiamo bisogno di spazi più ampi ed aperti all’esterno. Nella mia Amministrazione avevamo fatto un’analisi approfondita valutando un edificio per 500 studenti altrove. Il sito attuale presenta tanti problemi e questo richiede anche costi maggiori del 15%. Per non parlare della viabilità». La risposta è arrivata dall’assessora De Felice. «L’intervento è stato finanziato con 3 milioni di euro per eliminare il rischio sismico dell’edificio esistente, una riallocazione avrebbe comportato l’avvio di un nuovo procedimento. Successivamente è stato accertato, all’esito di altri sopralluoghi tecnici, che fosse necessario demolire e ricostruire in toto l’edificio. Sul piano geotecnico abbiamo avuto rassicurazioni perché il sito non ricade in un’area a rischio di frana del Pai. Il progetto è corredato da indagini specialistiche, mentre l’area ipotizzata a Santa Caterina avrebbe richiesto una variante urbanistica e più spese per la realizzazione dell’opera. In sostanza la scelta di ricostruire la scuola in sede è coerente».

Bonifica area demaniale in via della Costituente

La bonifica dell’area demaniale esterna all’ex Sacomar è stata invece all’oggetto di un punto all’ordine del giorno illustrato dall’assessora Luciani. Una variazione di bilancio da 300 mila euro per proseguire nell’operazione contestata però dal consigliere Di Ruscio che ha criticato politicamente la decisione dell’ex Amministrazione Calcinaro di investire circa 20 milioni di euro nell’area della vecchia conceria. Gli ha fatto eco Spagnoli che ha sollecitato la convocazione di una commissione consigliare ad hoc per approfondire gli aspetti ambientali di questo intervento e più in generale per conoscere i dettagli del progetto stesso. «Anche qui si rimarca l’assenza di una visione generale per la città -ha detto quest’ultimo- chiedo inoltre se per le 1.435 tonnellate di materiale inquinante nell’area demaniale siano state avviate delle indagini». Nicola Pascucci, dai banchi dell’opposizione, ha difeso il progetto che aveva seguito con particolare attenzione nel primo mandato invitando la giunta a vigilare con trasparenza su tutte le fasi successive.

Delegazione comunale Capodarco

E’ stata poi la volta delle mozioni. La prima è stata illustrata dal consigliere Gianluca Tulli di FdI ed aveva per oggetto la riapertura della delegazione comunale, su 6 giorni e non il pomeriggio, a Capodarco chiusa 14 anni fa. «La riapertura risponde alle esigenze dei residenti ed eviterebbe spostamenti verso Fermo  -ha detto Tulli- questo potrebbe generare ricadute positive anche per le attività commerciali. Chiediamo la riapertura, è un biglietto da visita importante e serve una popolazione vasta che spazia da Salette a Lido Tre Archi». Dalla maggioranza è arrivato un emendamento alla mozione che mira ad impegnare Consiglio e giunta ad acquisire una dettagliata relazione tecnica su questa questione «e valutare la fattibilità» ha aggiunto la consigliera Paola Gaggia. Emendamento anche dal centrosinistra che ha invitato a valutare la  sostenibilità economica, anche in termini di dotazione organica, dell’eventuale riapertura della delegazione. Di Ruscio ha suggerito invece l’istituzione di uno sportello polifunzionale che faccia da front-office. Alla fine, al netto dei distinguo, tutti d’accordo sulla possibilità di una riapertura della delegazione ma se verrà garantita la sostenibilità economica dell’iniziativa.

Il presidio Pro-Pal

 

 

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