Alessandro Patacconi

Riceviamo da Alessandro Patacconi, segretario provinciale del sindacato autonomo di Polizia, e pubblichiamo:

«Il “rafforzamento” che non rafforza, tra arrivi e partenze reali. Diamo il benvenuto ai 17 agenti in prova assegnati alla Questura di Fermo, cui si aggiunge 1 agente già arrivato all’inizio del mese. Un ingresso che, sulla carta, dovrebbe rappresentare un significativo rafforzamento dell’organico. 

Peccato che, numeri alla mano, la realtà racconti una storia diversa. Nel corso del 2026, infatti, a fronte delle 18 unità in ingresso, si registrano 7 agenti in partenza a settembre verso altre province; 4 sovrintendenti già trasferiti altrove;  2 agenti che a settembre partiranno per il corso ispettori; 3 pensionamenti già avvenuti; 1 pensionamento previsto a settembre; 1 pensionamento previsto a novembre. 

Il risultato è semplice e, comunque, vogliamo ringraziare il nostro Ministero, che ha compensato le uscite. 

Nel frattempo, però, restano tutte le criticità. A partire dalla ormai cronica e forte carenza di ufficiali di polizia giudiziaria, senza i quali attività investigative, adempimenti con l’Autorità giudiziaria, atti e coordinamento diventano sempre più difficili per chi resta in servizio. 

Non va meglio alla Polizia Stradale: 3 pensionamenti e un solo arrivo al reparto autostradale. E mentre si contano le unità, si continua a perdere anche capacità organizzativa: il 5 settembre saluteremo altri 2 funzionari, come già preannunciato, e uno di essi ha già lasciato la sede. Anche in questo caso, nessun mistero: un altro vuoto da gestire. 

Infine, per completare il quadro del cosiddetto rafforzamento, 3 dei 17 agenti in prova risultano già aggregati a Foggia fino a settembre. Formalmente assegnati, ma di fatto non impiegabili, nell’immediato, per le esigenze operative del territorio fermano. 

Detto ciò, questa Organizzazione Sindacale esprime solidarietà al sindaco di Porto San Giorgio e alla cittadinanza per il panico generato sabato dalla diffusione della notizia di una presunta sparatoria, un allarme che ha prodotto comprensibile apprensione e una diffusa percezione di insicurezza». 

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