Lo stato di salute delle società partecipate dal Comune di Fermo è passato giovedì sera al vaglio del Consiglio comunale guidato dal presidente Giulio Cesare Pascali. A relazionare sull’andamento dei conti di Asite, Solgas e Farmacia i rispettivi amministratori.
ASITE
Il primo a prendere la parola è stato il presidente del Cda di Asite, Alberto Paradisi, il quale ha snocciolato alcuni numeri della società che si occupa della raccolta dei rifiuti e non solo. «Il bilancio dell’Asite è in linea con quello dell’anno precedente – ha esordito Paradisi – non condizionato da quantità di rifiuti provenienti da fuori provincia come avvenuto in passato. L’utile è di 377 mila euro, pagate le imposte, dato positivo ma dobbiamo migliorarci per incrementarlo. Sia chiaro, non dobbiamo fare utili, siamo una partecipata, ma dare servizi. Allo stesso tempo siamo una srl e dobbiamo avere la forza di presentarci davanti agli istituti di credito con un bilancio solido per fare in modo che ci vengano finanziati mutui per progetti importanti».
Il più noto, manco a dirlo, è l’ampliamento della discarica a cui si lega quello della riforma del piano di raccolta dei rifiuti. Ancora Paradisi: «La società ha un margine operativo di 2.300.000 euro per il settore che ha a che fare con la discarica. Per quello del biogas, al 31 dicembre del 2025, il margine operativo è stato di 322 mila euro. Per il settore ambiente, dopo i risultati negativi degli anni passati, abbiamo un margine zero (-14 mila euro) riuscendo a raggiungere sostanzialmente in pareggio. Anche per il settore gas metano, dopo gli anni condizionati dalle congiunture internazionali e climatiche, abbiamo un margine operativo che si è chiuso a 239mila euro». C’è un altro servizio fornito dall’Asite, riguarda le mense scolastiche. I margini per fare meglio ci sono ma la società deve fare i conti con gli aumenti dei prezzi delle derrate alimentari che hanno impattato sull’ultimo esercizio. «L’unico che è peggiorato – spiega il presidente – passando da -350 mila euro a -430mila euro dell’anno in corso». A pesare anche i costi energetici sopportati dalle cucine.
SOLGAS
E’ stata poi la volta di Emanuele Corradi, amministratore della Solgas, società oggetto di fusione per incorporazione nella società Astea. «L’utile netto della società è di 986 mila euro e rispetto all’anno precedente è ancora in crescita. I ricavi delle vendite ammontano invece a 12 milioni di euro. L’attività principale è la vendita di gas per un fatturato di 9 milioni di euro mentre i clienti sono in forte calo con consumi pro-capite in crescita: aumenti di 500 mila metri cubi rispetto alle passate stagioni».
Circostanza che ha reso possibile avere bilanci così positivi. La Solgas vanta, dal punto di vista patrimoniale, un attivo di 4 milioni di euro e netto 1.145.000 euro. I debiti ammontano invece a 2.088.000 euro che contengono anche le fatture dell’anno in corso. «Ridotto comunque il fabbisogno per il debito corrente» ha rimarcato Corradi facendo un accenno alla semestrale del 2026, confrontandola con lo stesso periodo del 2025. Emerge un calo di fatturato di 500 mila euro, mentre gli altri costi sono rimasti invariati. «L’utile è in diminuzione di circa 45 mila euro. Questi dati ci permettono di fare una previsione in linea con l’anno passato». Ultimo dato illustrato da Corradi ai consiglieri è stato quello relativo al numero dei clienti. «Da giugno ’25 a giugno ’26 siamo passati da 11.200 a 10.446 clienti del gas. Stabile sostanzialmente il numero dei clienti dell’energia elettrica da 3768 a 3806».
FARMACIA
A chiudere gli interventi Andrea De Santis, amministratore della farmacia comunale da dieci anni. «Il bilancio del 2025 conferma una solidità finanziaria e patrimoniale. I risultati postivi hanno generato utili negli anni. Il patrimonio netto della farmacia è di 522 mila euro, invariato rispetto all’anno passato. Ammontano a 305 mila euro le disponibilità liquide. I debiti complessivi sono 295 mila euro di cui 107 mila euro a medio e lungo termine».
Ancora numeri. I ricavi nel 2025 sono stati 1.445.000 euro, in crescita di 95 mila euro, di cui 740mila euro frutto delle vendite dirette della farmacia stessa. Stabili i costi.



















