Riceviamo dalla cittadina Rubina Cappannari, in rappresentanza di diversi residenti di località Gabbiano di Fermo, e pubblichiamo:
«Rabbia, delusione profonda e un senso immenso di vergogna per come un’intera comunità viene trattata dalle proprie istituzioni. È questo il sentimento che si respira all’indomani del Consiglio Comunale di Fermo nella contrada Gabbiano. I cittadini hanno seguito con attenzione e con il cuore in gola la diretta streaming, sperando che dalla massima assise cittadina arrivasse finalmente una risposta concreta per la viabilità delle tre arterie comunali: strada Santa Croce, strada Tarucchio e strada Gabbiano. Si tratta di strade strategiche di collegamento che dalla SP37 si riversano direttamente verso il territorio maceratese, trasformate ormai in percorsi ad ostacoli colabrodo. La speranza, purtroppo, è durata ben poco.
A difendere a spada tratta la verità e la drammaticità della situazione è stata la minoranza, compatta e lodevole nelle sue figure (Tosoni, Tulli, Alesiani, Romagnoli, Malvatani, Pascucci e Di Ruscio). L’opposizione ha affrontato la questione senza filtri, evidenziando l’assoluta necessità e l’urgenza di passare dall’inefficace manutenzione ordinaria a interventi strutturali e mirati: allargamento delle carreggiate, argini cementificati, tombini funzionanti e manto asfaltato. Ogni strada ha le sue specificità e merita un approccio personalizzato, non un generico calderone. La risposta della maggioranza, invece, ha avuto il sapore della beffa. Nessuna parola spesa dal sindaco Scarfini, che pure durante la campagna elettorale in contrada ci era venuto a chiedere voti, mentre il muro del “no” si è alzato compatto con gli interventi di Di Felice, Borraccini e Candidori. Tutti pronti a bocciare la richiesta appellandosi a cavilli tecnici e problemi di bilancio.
Fanno discutere e indignano le dichiarazioni volate in aula. Da un lato la rivendicazione del consigliere Bargoni sulle “buche zero in cento giorni”: parole che a Gabbiano suonano come una presa in giro, visto che dall’insediamento le buche non sono certo azzerate, ma raddoppiate. L’esclamazione vale forse solo per il centro storico? E dall’altro lato, l’assessore Di Felice, che ha preferito incasellare la questione definendo la contrada “sfortunata”.
Sfortunati? Sulla carta d’identità siamo cittadini di Fermo a tutti gli effetti. Gabbiano non fa forse parte dei 150 km di strade comunali? Gli abitanti di qui non pagano le tasse? Perché la Di Felice non si trasferisce ad abitare qui a Gabbiano, così da provare sulla propria pelle il disagio di una viabilità da terzo mondo? Nel 1300 l’attenzione di Fermo verso questa contrada era nettamente più seria. Oggi siamo nel 2026 e la soluzione è mettere cartelli con i limiti di velocità per lavarsi le mani? Con il mese di settembre alle porte, l’incubo di vedere il solito, irrisorio “lancio di breccia” temporaneo, spazzato via al primo acquazzone, diventa certezza. La politica è fatta di scelte e il Comune di Fermo ha scelto apertamente di voltare le spalle a Gabbiano. Nonostante la bocciatura in aula, i cittadini chiedono un ripensamento politico e un’azione di responsabilità immediata. Ma la fiducia verso la giunta è ai minimi storici. Per questo l’ultimo, disperato appello parte direttamente verso la Regione Marche: i cittadini chiedono formalmente alla minoranza consiliare di farsi tramite con il presidente Francesco Acquaroli, affinché la Regione possa intervenire direttamente con fondi straordinari per sanare lo scempio e riparare all’abbandono in cui Fermo ha relegato la contrada di Gabbiano».
















