«Serve, e serve come il pane un piano comunale di intervento per le strade della nostra città, pervase di buche, crepe, avvallamenti, con asfalto degradato, prive di segnaletica stradale, orizzontale e talvolta anche verticale». Così, in una nota stampa, il capogruppo FdI in consiglio comunale, Leonardo Tosoni.
«Abbiamo proposto, nello scorso Consiglio Comunale, di partire dalla località più remota, Contrada Gabbiano, anche per riaffermare un principio di “città organica”, dove non si distinguono quartieri di Serie A e quartieri di Serie B. Ovviamente dalla maggioranza hanno bocciato la proposta, dicendo che costerebbe troppo. Approfondendo abbiamo scoperto che il Comune potrebbe chiedere l’accesso a finanziamenti europei Feasr, che però impongono l’utilizzo di materiali ecologici forse non adatti, o a fondi ministeriali per la messa in sicurezza del territorio e delle strade comunali. Cercheremo di capire come si sta muovendo l’Ente. Eppure Gabbiano è solo la punta di un iceberg. La nostra mozione voleva essere – oltre che un giusto atto di attenzione per una località effettivamente dimenticata – anche un primo gesto simbolico per impegnare il Sindaco e la Giunta a predisporre immediatamente un Piano Comunale per ripristinare la sicurezza, e la decenza, delle strade comunali. Arrivano quotidianamente, a noi che siamo all’opposizione, decine di segnalazioni, da ogni quartiere, per lamentare l’indecenza di una rete stradale che definire malmessa è dir poco. Possibile che nessuno se ne lamenti con l’attuale maggioranza?»
«Ci sono strade – continua Tosoni – niente affatto asfaltate, che paiono dimenticate dal mondo: si pensi a Via Lauretana, che dovrebbe congiungere il Tirassegno con la Lungotenna, o alla strada di Contrada San Biagio. Posti, questi, dove perfino l’intervento di un’ambulanza potrebbe essere rischioso. Come a Contrada S. Lorenzo, a pochi chilometri dal centro, eppure priva di illuminazione e segnaletica. O a Contrada Moje, e Strada Comunale Madonna d’Ete (discesa Madonnetta) pervase da buche e rattoppi. Buche e rattoppi che pure vanno a costellare vie centralissime e importanti: Via Bellesi, Via Salvo D’Acquisto, Via Alfredo Beni, Via Diaz, Via Alberto Mario. Si prenda poi ad esempio il centralissimo Corso Cavour, dove i sampietrini mancano in più punti rischiando di provocare incidenti, specie di motocicli, ma anche di semplici pedoni che spesso finiscono al Pronto Soccorso senza nemmeno agire nei confronti del Comune. Ed è così anche nei quartieri. Da San Michele a Salvano, da Santa Petronilla a Molini Girola, passando per Via Nenni a Lido Tre Archi, ma anche a Capodarco o sul Lungomare di Marina Palmense, in Via Palmensi, o a Torre di Palme, dove i residenti hanno segnalato mancanza di segnaletica, linee di mezzeria, e marciapiedi, in uno dei borghi più belli (e più trascurati) d’Italia. Sono solo alcune delle segnalazioni arrivateci. Non si contano le strade di quartiere flagellate dalle buche, dunque insicure ma anche esteticamente indecenti. Che immagine diamo ai turisti della nostra città? E poi la risposta può essere sempre e solo che mancano i soldi? Salvo poi trovarli per gli eventi più disparati, o per le opere più strambe, spesso congeniali al clientelismo di qualche assessore. Basta. È tempo di agire. Non si possono sopportare le sparate di chi, dalla maggioranza, parla di “buche zero in cento giorni”, quando già dall’insediamento ne sono passati 75. Non si possono sentire i discorsi sulla continuità di un’amministrazione che sarebbe la prosecuzione di quella che amministra – con gli stessi assessori – da 11 anni, e poi arrogare la scusa per cui, si sono “appena insediati”. Quando fa comodo per tagliare i nastri sono in continuità, e quando si trovano di fronte a problemi trascurati e irrisolti dalla precedente amministrazione fanno finta di non conoscere chi la guidava? Finiamola. La polemica fine a sé stessa non è la nostra arma, ma neanche rimanere in silenzio di fronte a certe mancanze che sanno di assoluta sciatteria. Ci dicano cosa hanno in mente per le strade della nostra città. Ci dicano se prevedono degli interventi immediati, e dove eventualmente. Ho appena depositato un’interrogazione, perché tale stato di fatto merita una risposta precisa e dettagliata».



















