Riceviamo dall’ex sindaco di Montefortino, Domenico Ciaffaroni, e pubblichiamo:

«Ci sono giorni che il tempo non riesce a cancellare. Il 24 agosto 2016 è uno di questi. Quel terremoto lo vissi in prima persona, in un momento in cui ero sindaco della nostra comunità. Ricordo la paura, il dolore, l’incertezza, ma soprattutto il senso di responsabilità di quelle ore e dei giorni che seguirono. Una responsabilità grande, che significò stare accanto alle persone, condividere le loro paure, cercare risposte e affrontare insieme un’emergenza che aveva sconvolto le nostre vite.

Oggi, a distanza di dieci anni, il ricordo di quei giorni è ancora profondamente parte di me. Il mio pensiero va alle vittime, alle loro famiglie e a tutti coloro che hanno visto cambiare la propria vita in pochi istanti. Va a chi ha perso una casa, un affetto, una certezza. Va anche alla nostra comunità, che seppe trovare nella solidarietà, nel coraggio e nell’aiuto reciproco la forza per rialzarsi.

È doveroso inoltre rendere omaggio a tutti coloro che, nei giorni più difficili, hanno lavorato senza sosta per aiutare, soccorrere e ricostruire: donne e uomini delle istituzioni, volontari, soccorritori e semplici cittadini che, con il loro impegno, hanno rappresentato la parte migliore della nostra comunità.

Il terremoto ci ha tolto tanto, ma non è riuscito a spezzare il senso di comunità. Anzi, proprio nei momenti più difficili abbiamo riscoperto il valore dello stare insieme, dell’aiutarsi e del non lasciare indietro nessuno. È da quella forza, da quella solidarietà e da quella memoria che dobbiamo continuare a costruire il futuro.

Ricordare significa non dimenticare, perché chi non ha memoria rischia di non avere futuro. Per questo ricostruire non significa soltanto rialzare muri, ma custodire ciò che siamo stati e trasformare la memoria in responsabilità, per dare un domani alla nostra storia».

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