La maestra Giovanna Macchini

FERMO – Ci sono insegnanti che entrano in classe per spiegare una materia e insegnanti che, senza quasi accorgersene, finiscono per lasciare un segno nella vita dei loro alunni. Giovanna Macchini appartiene decisamente alla seconda categoria.

Dopo quasi 42 anni di servizio, di cui ben 35 trascorsi nel plesso “Don Dino Mancini”, la storica maestra della scuola primaria ha salutato la sua vita professionale con una festa che, più che un semplice congedo, si è trasformata in un grande abbraccio collettivo. A stringersi intorno a lei, ieri sera, sono stati oltre 150 ex alunni, dai bambini appena usciti dalla quinta primaria fino agli ormai quarantenni che con lei hanno condiviso i primi anni della sua lunga carriera.

Una fotografia generazionale capace di raccontare, meglio di qualsiasi numero, la traccia lasciata da una maestra che ha accompagnato nella crescita circa 350 bambini.

Il suo viaggio nel mondo della scuola era iniziato nel 1984, tra le mura della casa circondariale di Fermo. Un esordio intenso, nel quale Giovanna aveva già mostrato quella profonda vocazione pedagogica che l’avrebbe accompagnata per tutta la sua carriera. Nel 1985 arriva la vittoria del concorso a Milano come insegnante di sostegno e, nel 1991, finalmente il ritorno a Fermo, nella scuola di Viale Trento. Da lì, il legame con la “Don Dino Mancini”, diventata per 35 anni la sua seconda casa.

Matematica, scienze, tecnologia ed educazione motoria sono state le materie attraverso le quali ha trasmesso conoscenze, curiosità e metodo. Ma il suo vero insegnamento è andato ben oltre i programmi scolastici. Chi la conosce bene ricorda due espressioni che sono diventate quasi il suo manifesto professionale: “guidare alla scoperta” e “valorizzare l’errore”. Due principi semplici ma profondi, capaci di trasformare l’apprendimento in un percorso di crescita, senza paura di sbagliare.

E forse è proprio per questo che, a distanza di tanti anni, così tanti suoi ex studenti hanno sentito il bisogno di tornare.

Molti di loro hanno seguito le orme della maestra, appassionandosi alle discipline scientifiche o scegliendo, a loro volta, la strada dell’insegnamento. Altri oggi vivono, studiano e lavorano in diverse parti d’Europa e del mondo. Ma per una sera sono tornati tutti lì, idealmente nella stessa aula, davanti alla stessa maestra.

A rendere possibile questa grande rimpatriata è stata una macchina organizzativa partita mesi fa e coordinata dalla figlia Chiara, anche lei insegnante. Attraverso un intenso passaparola sui social sono stati rintracciati gli ex alunni delle diverse annate, mentre tutta la famiglia si è messa al lavoro per preparare personalmente ogni dettaglio della serata: dall’aperitivo al dolce.

La location della festa tenutasi giovedì 27 agosto è stata il centro sociale Ete Caldarette, dove gli ospiti sono arrivati con un piccolo ma fondamentale “strumento di lavoro”: un’etichetta con il proprio nome, come quella che si applicava sul grembiule. Perché riconoscersi dopo dieci, venti o trent’anni non è sempre così semplice!

Poi è arrivata lei.

E quando è suonata la campanella, come in una vera giornata di scuola, la maestra ha ritrovato davanti a sé i suoi bambini. Solo che questa volta erano cresciuti. E in quel momento sono bastati pochi secondi perché la distanza degli anni si dissolvesse tra abbracci, sorrisi e qualche inevitabile lacrima.

La cena è diventata così un viaggio nel tempo. Vecchie fotografie hanno riempito gli spazi, lettere e messaggi hanno riportato alla luce ricordi custoditi per anni, mentre giochi a tema, aneddoti e storie del passato hanno acceso una lunga sequenza di risate.

Una serata apparentemente dedicata a celebrare una pensione si è trasformata, in realtà, nella celebrazione di una relazione: quella speciale che può nascere tra un insegnante e i suoi alunni e che, quando è autentica, resiste al tempo.

Perché Giovanna Macchini non ha semplicemente insegnato matematica, scienze o tecnologia. Ha insegnato a cercare, provare, sbagliare, capire e riprovare. Ha accompagnato bambini nel loro primo tratto di strada e li ha poi lasciati andare verso il mondo.

Per una sera, però, sono stati loro a tornare indietro.

Per dirle semplicemente, ma tutti insieme, grazie, maestra Giovanna.

Classe 1985

Classe 1990

Classe 2000

Classe 1985

Classe 2000

Classe 1995

La maestra Giovanna Macchini

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