Un altro pezzo della storia di Montelparo torna alla sua comunità. A distanza di appena un anno dalla riapertura della chiesa di San Gregorio Magno, riapre i battenti anche Santa Maria in Camurano, restituendo al paese un luogo di culto profondamente legato alla sua storia e alla sua identità.
Una giornata di festa che ha riunito cittadini, autorità civili e religiose e che ha rappresentato un nuovo passo nel percorso di ricostruzione del patrimonio ecclesiastico colpito dal terremoto.
Proprio il valore aggregativo dei luoghi di culto è stato uno dei temi al centro degli interventi che hanno accompagnato la cerimonia.
«Questa è l’importanza di ritrovarci qui oggi – le parole del sindaco di Montelparo Fabio Antolini– questa riapertura di questo luogo di culto rappresenta la forza di far collaborare e riunire una comunità come altri luoghi non potrebbero fare. È soprattutto nei piccoli centri che la chiesa rappresenta ancora non soltanto un luogo di fede, ma anche uno spazio di incontro, memoria e appartenenza».
«Non manca mese, o addirittura settimana – l’intervento di Guido Castelli, Commissario Straordinario alla Ricostruzione – in cui non riapra un luogo di culto. Eravamo qui proprio il 19 luglio dello scorso anno per la riapertura di San Gregorio Magno e oggi siamo tornati per un altro splendido momento. Due riaperture nell’arco di dodici mesi che assumono un significato ancora maggiore se inserite nel quadro complessivo dei danni provocati dal terremoto. Un sisma che è stato feroce, con circa 2.500 chiese colpite – ha proseguito Castelli –. Il fatto che, insieme alle abitazioni, riaprano anche i luoghi di culto significa riaprire elementi forti che hanno segnato la storia di un’intera comunità nel corso dei secoli. La riapertura della Chiesa di Santa Maria in Camurano rappresenta un altro risultato concreto della ricostruzione – dichiara ancora Castelli –Restituire una chiesa significa molto più che recuperare un edificio: significa riconsegnare a una comunità un luogo nel quale si custodiscono fede, memoria, tradizioni e senso di appartenenza. La ricostruzione materiale dei nostri borghi deve procedere insieme alla ricostruzione del loro tessuto sociale e identitario. Ringrazio l’Arcivescovo Gianpiero Palmieri, il presidente della Regione Francesco Acquaroli, l’Ufficio Speciale Ricostruzione, il sindaco Fabio Antolini e tutti i soggetti coinvolti».
«Una grande soddisfazione per tutta la nostra comunità – la dichiarazione del Vescovo di Ascoli Piceno, Gianpiero Palmieri– questo ritorno alla fruibilità completa di Santa Maria in Camurano la cui inaugurazione avverrà con il rito classico della benedizione dell’altare, emblema della pietra sulla quale ogni chiesa si fonda».
Particolare anche il richiamo alla natura francescana della chiesa e alla centralità della figura di Maria. Santa Maria in Camurano è stata descritta come una sorta di «piccola Porziuncola», richiamando il luogo simbolo della spiritualità francescana: Maria al centro e, intorno a lei, uno spazio più grande costruito per accogliere la comunità.
Una giornata, dunque, dal forte valore religioso ma anche civile per Montelparo. Due chiese restituite al paese nel giro di dodici mesi e due tappe di un percorso che, mattone dopo mattone, sta ricomponendo il patrimonio materiale e la memoria collettiva di una comunità profondamente segnata dal sisma.
L’intervento, attuato dalla Diocesi di San Benedetto del Tronto-Ripatransone Montalto, è stato finanziato nell’ambito dell’Ordinanza commissariale n. 105 del 2020 per un importo complessivo di 340 mila euro.
La chiesa, costituita da un’unica navata rettangolare e caratterizzata da murature in pietra e mattoni, presenta una copertura lignea a doppia falda e un campanile a vela. A seguito delle scosse iniziate il 24 agosto 2016 l’edificio aveva riportato lesioni alle murature, dissesti all’arco trionfale e al catino absidale, oltre a distacchi e lesioni nella zona dell’abside.
I lavori sono stati finalizzati alla riparazione dei danni, al rafforzamento locale e alla riduzione delle vulnerabilità dell’edificio. Gli interventi hanno riguardato, tra l’altro, la copertura e l’eliminazione delle infiltrazioni, il consolidamento della volta a crociera e del catino absidale, il rafforzamento delle murature della zona absidale e dell’arco trionfale.
Particolare attenzione è stata inoltre riservata alle superfici di finitura e agli apparati decorativi, con interventi per contrastare l’umidità di risalita, il recupero della pavimentazione esistente in cotto e opere di restauro delle superfici pittoriche, finalizzate anche a restituire unità di lettura cromatica agli apparati decorativi.
Nel complesso, la Diocesi di San Benedetto del Tronto-Ripatransone-Montalto è soggetta attuatrice di 34 interventi su edifici di culto inseriti nelle programmazioni commissariali, per un importo programmato o concesso di oltre 13,6 milioni di euro.
























