Si è conclusa con un bilancio positivo la prima settimana dedicata ai bambini dai 5 agli 11 anni del “Laboratorio teatro, emozioni Sibillini”, iniziativa che quest’anno ha coinvolto i Comuni di Montefortino, Montemonaco e Montegallo. Un’esperienza fatta di natura, gioco, ascolto e memoria che, a dieci anni dal terremoto del 2016, ha accompagnato i più piccoli alla scoperta dei luoghi in cui vivono e delle storie di chi, nonostante le difficoltà, ha scelto di restare. L’iniziativa, coordinata dalla psicologa Giulia Grilli, è stata realizzata con il coinvolgimento attivo dei volontari della Caritas e della Parrocchia di Montefortino, proponendo ai bambini un percorso educativo e ricreativo costruito attorno al contatto con la natura e all’incontro con le comunità locali colpite dal sisma.
Filo conduttore delle attività è stata l’esplorazione dei tre piccoli borghi dell’area dei Monti Sibillini, affiancata da momenti di riflessione sulla rinascita post terremoto. Attraverso attività di Land Art, camminate all’aria aperta e giochi di ruolo, i partecipanti hanno approfondito la conoscenza del territorio, confrontandosi con il suo passato, con le ferite lasciate dal sisma e con un patrimonio di leggende, racconti e tradizioni che continua a rappresentare un elemento fondamentale dell’identità delle comunità montane. Tra i momenti più significativi ci sono stati gli incontri con gli abitanti. I bambini hanno ascoltato direttamente le testimonianze di chi ha deciso di continuare a vivere nei Sibillini e hanno conosciuto più da vicino la quotidianità nelle Sae, le Strutture abitative d’emergenza, diventate dopo il terremoto il simbolo di un lungo tempo di attesa.
Racconti ed esperienze che si sono trasformati in vere e proprie lezioni di vita, facendo comprendere ai più giovani come l’identità di un paese non risieda soltanto nelle sue case, nelle piazze o negli edifici, ma soprattutto nelle persone, nei loro ricordi e nella capacità di mantenere viva una comunità.
Spazio anche alla riscoperta delle antiche tradizioni attraverso il gioco. I bambini si sono cimentati con attività che richiamano la vita di un tempo, dal lavaggio manuale dei panni alla macinatura del grano negli antichi mulini ad acqua, entrando così in contatto con gesti e mestieri appartenenti alla memoria delle generazioni precedenti.
Non sono mancate le suggestioni legate al patrimonio fantastico dei Sibillini, con le storie del Bosco dei Mazzamurelli e della Sibilla, figure e racconti che da secoli alimentano l’immaginario di queste montagne.
L’appuntamento conclusivo ha coinvolto anche genitori e fratelli maggiori, che hanno partecipato ai laboratori, ai giochi e ai momenti di riflessione collettiva, trasformando la chiusura della settimana in un’occasione di incontro tra famiglie.
Il “Laboratorio teatro, emozioni Sibillini” si conferma così non soltanto un’attività dedicata ai più piccoli, ma anche uno strumento per rafforzare i legami sociali e favorire la nascita di nuove amicizie tra le famiglie del territorio. Un modo per continuare a coltivare quello spirito di servizio, vicinanza e relazione autentica che rappresenta uno dei punti di riferimento dell’azione della Caritas e delle associazioni impegnate in rete nei territori dei Sibillini.
A dieci anni dal terremoto, la rinascita passa anche da qui: dallo sguardo dei bambini, dalla capacità di conoscere ciò che è stato e dal desiderio di immaginare insieme ciò che questi borghi potranno diventare.















