Il dott.Folicaldi (foto dalla pagina Fb del Conservatorio Pergolesi)

È scomparso ieri, all’età di 95 anni, Romano Folicaldi, uno dei fotografi più importanti e influenti del neorealismo italiano.

Trentino di nascita, ma fermano d’adozione, Folicaldi arrivò a Fermo all’inizio degli anni Sessanta, come primario di ortopedia dell’ospedale civile. La sua intima passione, però, era la fotografia. Fin da subito è entrato in contatto con il Centro per la Cultura della Fotografia di Luigi Crocenzi, uno dei principali teorizzatori del racconto fotografico neorealista.

Nel corso del suo percorso artistico è entrato in contatto anche con un altro gigante che ha fatto di Fermo la sua terra d’adozione, Mario Dondero, di cui diverrà amico e collega. Folicaldi, grazie alla sua poetica e al suo uso sapiente della rappresentazione “lirico-realista” del paesaggio, è riuscito a incentrare la sua arte sull’osservazione e sul racconto della vita quotidiana, per una narrazione concreta e allo stesso tempo artistica.

Nel corso della sua decennale carriera ha partecipato a diverse esposizioni nazionali e personali tra Roma, Milano, Fermo, San Severino Marche e Macerata, ricevendo a Spilimbergo nel 2011 il prestigioso premio Friuli Venezia Giulia per un Autore italiano.

Nel corso della sua vita fermana, è stato anche presidente del Conservatorio Pergolesi di Fermo. E infatti proprio dal Conservatorio arrivano parole di cordoglio: «il presidente, il direttore e l’intera comunità accademica del Conservatorio “Pergolesi” di Fermo si associanono al dolore per la scomparsa del dottor Folicaldi, medico, fotografo e già presidente del Conservatorio».

Unanimemente ricordato dalla critica, che perde uno dei suoi più importanti e autorevoli riferimenti artistici e culturali, Romano Folicaldi lascia un patrimonio fotografico capace di raccontare uomini, luoghi e tradizioni del Fermano attraverso uno sguardo al tempo stesso documentaristico e profondamente personale che ne hanno fatto uno dei suoi personaggi più illustri.

 

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