Futuro Nazionale sarà della partita anche a Porto San Giorgio. A margine dell’incontro sul tema della sicurezza organizzato dal partito del generale Vannacci, il coordinatore provinciale, Paolo Orlandi, ha confermato che la neocompagine di destra parteciperà alle amministrative del 2027. Se con un proprio candidato sindaco o all’interno di una coalizione è prematuro da dire. «Saranno poi i riferenti locali a decidere come procedere. Di certo, però, partiremo già ad ottobre a Porto San Giorgio con la campagna elettorale» ha detto Orlandi giocando d’anticipo anche sulle altre formazioni partitiche. L’impressione è che al voto possano esserci a questo punto tre candidati sindaco oltre a quello uscente e a quello che proporrà il centrosinistra. Futuro Nazionale oggi all’hotel Caminetto ha preso di petto la questione sicurezza con l’avv. Giorgio Carta in una sala stracolma grazie ad un evento organizzato dall’ex presidente del consiglio comunale, Giovanni Catalini e dal comandante Giovanni Paris. In platea, tra gli altri, oltre al sindaco Valerio Vesprini, anche l’assessore Giampiero Marcattili e il presidente della civica assise rivierasca, Fabio Bragagnolo.

Ad aprire le danze il primo cittadino sangiorgese invitato dai vertici del partito. «Il tema della sicurezza noi sindaci lo tocchiamo da vicino -ha detto Vesprini- siamo da sempre in prima linea confrontandoci con un corto circuito legale che porta soggetti destinatari di provvedimenti di daspo a circolare liberamente per le nostre città. Ciò nonostante il lavoro costante delle forze dell’ordine». Gli ha fatto eco Fabrizio Ciarapica, nella sua duplice veste di coordinatore regionale di FN, nonché sindaco di Civitanova Marche. «Concordo con Vesprini. I sindaci sono in trincea. Nonostante si dica che le Marche sono un’oasi felice, i cittadini hanno una percezione di insicurezza più elevata rispetto al passato. Strumenti come la videosorveglianza o la riqualificazione delle aree degradate non bastano più. Abbiamo paura di uscire la sera e abbiamo paura per i nostri figli adolescenti. Così è anche difficile mantenere la coesione sociale. Non vogliamo però restare con le mani in mano, abbiamo bisogno di risposte e proposte». «Futuro Nazionale è un partito di destra vera il cui programma non combacia minimamente con quello della finta destra che ci governa -ha rimarcato Orlandi- ci stiamo ancora strutturando ma possiamo già contare su un buon numero di tesserati anche a Porto San Giorgio». A coordinare l’incontro ci ha pensato l’avv. Roberto Lupetti. «FN ha elaborato un piano per la sicurezza che potrà essere sempre ampliato e modificato con nuove proposte -ha spiegato l’avv. Carta entrando nel merito dell’incontro- oggi consta di 23 proposte di legge. Partiamo dal concetto di sicurezza integrata che non può essere solo un “prodotto” delle forze dell’ordine ma ad esso devono concorrere i cittadini, la polizia locale e le forze armate che possono controllare il territorio nonché le guardie giurate. Tutti insomma devono partecipare». 

Carta è intervenuto anche sull’ultimo fatto di cronaca che a Porto San Giorgio ha coinvolto un 17enne aggredito e picchiato da un gruppo di maranza una settimana fa sul lungomare centro. «Al di là del fatto criminale che va perseguito, il problema può essere affrontato ridefinendo i limiti delle flagranza. Ad esempio, le immagini catturate da un telefono o dalle telecamere che consentono di stringere il campo delle indagini nei confronti di una persona colpevole di un reato analogo, potrebbero essere utilizzate entro 48 ore per effettuare il suo arresto ed un processo per direttissima. Nel caso di un furto, condizionare la concessione della sospensione condizionale della pena all’immediata restituzione della refurtiva. Insomma cerchiamo di ovviare ad alcune lentezze della giustizia. L’immediatezza nella risposta è fondamentale». Il responsabile nazionale del Dipartimento sicurezza, remigrazione e rapporti con le forze dell’ordine ha poi sottolineato i punti di forza di FN. «La credibilità del generale Vannacci in primis, uomo di Stato, che ha raggiunto i massimi vertici della gerarchia militare non frequentando le furerie, ma i reparti piò operativi ed impegnati nella sicurezza internazionale del Paese. Credo che questo sia di per sé una garanzia che stiamo facendo qualcosa di concreto in questo ambito».

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