
Il consiglio comunale tenutosi ieri a Fermo, nel quale è stata approvata la fusione tra Solgas ed Astea, ha lasciato strascichi. L’uscita dall’aula della minoranza al momento del voto non è infatti passata inosservata.
«Addio, Solgas. Dopo una discussione fiume fino a notte fonda, richieste congiunte di rinvio da parte di tutte le minoranze, e il solito diniego sghignazzante di una maggioranza sempre più arrogante, si è discussa la fusione in Astea Energia. E la maggioranza, da sola, perché tutti i consiglieri di minoranza non hanno partecipato al voto, l’ha approvata.
Abbiamo tentato in ogni modo di informare la cittadinanza sui pericoli e le possibili conseguenze negative di questa scelta per le casse comunali – fa sapere il gruppo di opposizione di centrodestra – abbiamo sollevato il rischio del danno erariale che si potrebbe determinare se tra qualche anno, alla fine dei conti, non riusciremo ad avere in mano quei 5.300.000 che potevamo incassare oggi con l’opzione di vendita (Put) prevista dagli attuali Patti Parasociali. Abbiamo sottolineato come, nel complesso, specie se paragonata alla fusione di Porto San Giorgio con Astea, la fusione di Solgas sia di fatto una umiliazione per Fermo. Aver previsto nei patti un’opzione di vendita da 2,2 milioni a fronte di quella da 5,3 prevista fino a ieri, è una sconfitta».
«Il fatto che la maggioranza abbia tentato di negarlo, per nasconderlo, la scorsa settimana in Commissione Bilancio, resta come una macchia indelebile nel loro modo di fare politica. Se alla fine è venuto fuori, senza possibilità di smentita, è stato solo grazie al rigore con cui, da consiglieri di minoranza, siamo andati a spulciare le carte per verificare quel che ci era stato detto e che non era vero – aggiungono Tosoni e gli altri – restare fuori dal Cda di Astea Energia mentre Porto San Giorgio è dentro è uno smacco inequivocabile per il Capoluogo, comunque la si racconti.
I consiglieri di maggioranza che hanno votato a favore si assumono la responsabilità giuridica, umana e politica di questa scelta.
Restano i sorrisini, lo scherno, il disprezzo, e sì, anche la maleducazione di chi irride la minoranza unita che chiede un momento pubblico per informare la cittadinanza, e giorni in più per studiare una documentazione di centinaia di pagine».
«Ci è parso che alcuni consiglieri di maggioranza si siano resi conto di compiere una scelta sbagliata, e che qualcuno di loro abbia votato malvolentieri a favore – concludono – non che quest’ultimo dato risolva qualcosa. Ma è già il segno che forse ci si accorgerà, prima o poi, di come ragiona e agisce chi attualmente amministra la città di Fermo».














