Saturnino Di Ruscio

Riceviamo dal consigliere comunale di opposizione Saturnino Di Ruscio (Servire Fermo) e pubblichiamo:

«Secondo la maggioranza essere collaborativi significa votare fideisticamente, senza il supporto della ragione, le loro proposte. Significa utilizzare i toni a loro più consoni, evitare di andare sugli organi d’informazione o se andare ma senza criticare i provvedimenti della maggioranza anche se sono sbagliati, in altre parole collaborazione equivale ad accodarsi.
Prendiamo lo spunto dalla vicenda della fusione per incorporazione della Solgas Spa nell’Astea Energia Spa.
Secondo la maggioranza:
1) Scambiare il 51% delle azioni Solgas Spa con il 5% di Astea Energia Spa perdendo il controllo societario ovvero il potere decisionale, senza una norma statutaria che ci tuteli o un reale riconoscimento economico, non è un problema.
2) Scambiare l’Amministratore Unico della Solgas della Spa con un Revisore dei Conti nell’Astea con un patto parasociale che può anche non essere rinnovato, non è un problema.
3) Ricevere nel concambio solo il 5% delle quote Astea Energia spa con il Comune di Porto San Giorgio che ne ha ottenute il 4,6%, nonostante la società sangiorgese non avesse la stessa dimensione fisica ed economica e potenzialità della Solgas Spa, non è un problema.
4) In una fusione per incorporazione il Put (put option o opzione di vendita) è un accordo che dà al socio il diritto di vendere le proprie azioni della società ad un prezzo stabilito entro una certa data, obbligando la società incorporante ad acquistarle. Annullare il precedente patto parasociale che prevedeva un Put di 5.320.881 euro con uno nuovo a 2.280.000 euro, minore di 3 milioni di euro, non è un problema.
5) Acquistare /vendere una società, la Solgas, dove detieni il 51% delle quote, quindi hai il controllo societario/acquistare  il 5% di un altra società l’Astea dove non hai alcun potere non è la stessa cosa, ma non è un problema.
6) La Solgas ha maturato nell’anno 2025 euro 986.434 di utili, pari a 503.081 per il 51% delle quote comunali. L’Astea ci riconoscerebbe 300.000 euro di ipotetici utili. Questo non è un problema.
7) Scambiare il 51% della Solgas con il 5% dell’Astea senza alcun potere decisionale, almeno un membro del Cda, senza diritto di veto sulle decisioni strategiche ovvero con una mera partecipazione finanziaria, non è un problema.
8) L’ articolo 7.1 del nuovo patto parasociale stabilisce testualmente:

Le parti si danno reciprocamente atto che dalla data di decorrenza degli effetti della fusione, Solgas si considererà estinta ed il Patto Parasociale del 12/07/2022 che regolava i rapporti tra i soci della stessa sarà di conseguenza integralmente risolto e sostituito dalle nuove pattuizioni del presente Patto. A titolo di corrispettivo per la rinuncia delle precedenti pattuizioni e per il riequilibrio delle posizioni sinallagmatiche a seguito del ricalcolo dei pesi societari, Sgr si obbliga a corrispondere al Comune di Fermo la somma onnicomprensiva, a titolo di indennizzo, di euro 220.031,34. Tale somma sarà versata tramite bonifico bancario sul conto di Tesoreria del Comune entro e non oltre 15 (quindici) giorni lavorativi dalla data di efficacia giuridica della Fusion».
Il contenuto della clausola è chiarissimo: Solgas sarà estinta; il patto parasociale del 2022 sarà integralmente risolto; il Comune rinuncerà alle precedenti pattuizioni e, per tale rinuncia e per il cosiddetto riequilibrio delle posizioni conseguente al ricalcolo dei pesi societari, riceverà da Sgr un indennizzo di 220.031,34 euro. Non c’è alcuna spiegazione su come è stato determinato l’indennizzo, ma tutto questo non è un problema.
Tutto si riduce a valutare se la rinuncia a una società che i fermani hanno sempre considerato parte del patrimonio della città e accettare una posizione societaria fortemente minoritaria, senza un effettivo potere di indirizzo, produce un valore superiore per il Comune  di Fermo. Non è difficile dare una risposta….negativa. Se vi è violazione dell’equità del conferimento, vengono violate molte norme del codice civile e societario, se viene dimostrata la violazione dell’equità dell’operazione si può ipotizzare un danno erariale.
Allora una minoranza collaborativa ha il compito di segnalare queste situazioni e sollecitare la maggioranza, in questo caso il sindaco Alberto Maria Scarfini, a prendere in mano la situazione, incontrare i vertici della Sgr Rimini (ha quasi il 90% delle quote) o dell’Astea stessa e rinegoziare le condizioni e il patto parasociale. La minoranza sarà al suo fianco. Lo deve fare, è nel suo interesse e nell’interesse della città. Non si può chiedere a chi quella società l’ha costituita, quando tutti dicevano che era una follia e che si privatizzava il Comune, di chiudere gli occhi! Sarebbe rinnegare me stesso e quanto realizzato nei miei 40 anni in Comune.  Su mandato di “Servire Fermo” invito le forze politiche della minoranza e quelle della società civile organizzata e non, a partecipare ad un pubblico dibattito, da concordare unitamente, per affrontare non solo la problematica della “estinzione” della Solgas spa, patrimonio della comunità fermana ma, più in generale, delle società partecipate ed in particolare l’Asite, che a seguito delle nuove norme legislative, subirà anch’essa importanti trasformazioni di cui nessuno ne parla».

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