Si è svolta questa mattina presso la Prefettura di Fermo la sottoscrizione delle “Linee guida per il coordinamento degli interventi in favore delle donne vittime di violenza”, documento volto a rafforzare e rendere sempre più efficace il sistema territoriale di prevenzione, protezione e presa in carico delle donne vittime di violenza.

L’iniziativa, promossa dalla Prefettura di Fermo, ha visto la partecipazione del Prefetto Edoardo D’Alascio, del Questore di Fermo, dei Comandanti provinciali dell’Arma dei Carabinieri e della Guardia di Finanza, del rappresentante dell’AST di Fermo, degli Ambiti Territoriali Sociali XIX, XX e XXIV, con la partecipazione del Sindaco di Fermo, Avv. Scarfini e del Sindaco di Porto Sant’Elpidio, Avv. Ciarpella e della Presidente dell’Unione Montana Sibillini, dott.ssa Grilli, nonché dei rappresentanti della Cooperativa On the Road e della Fondazione Sagrini Onlus, quali soggetti impegnati nella rete territoriale di contrasto alla violenza.

Le Linee guida nascono dalla consapevolezza che la violenza contro le donne richiede una risposta integrata, tempestiva e multidisciplinare, nella quale ciascun soggetto della rete sia chiamato a svolgere un ruolo definito, assicurando al tempo stesso il necessario raccordo con gli altri servizi e istituzioni.

Particolare attenzione è dedicata alle situazioni di emergenza e di elevato rischio, nelle quali è necessario garantire una valutazione immediata della situazione e, ove necessario, l’attivazione di misure di protezione e di collocamento della donna e degli eventuali figli minori in luoghi sicuri.

Un ruolo centrale è attribuito al Pronto Intervento Sociale (PIS) degli ATS XIX e XX e al numero antiviolenza 1522, attivabile anche nei casi di violenza domestica, intrafamiliare e di genere, attraverso una Centrale Operativa Telefonica che assicura la risposta anche nei giorni e negli orari di chiusura degli uffici pubblici. L’intervento prevede la raccolta delle informazioni essenziali, la valutazione urgente della situazione, l’attivazione della rete territoriale e, nei casi di pericolo attuale o grave pregiudizio, l’eventuale collocamento in una struttura protetta o di pronta accoglienza.

Le Linee guida definiscono inoltre le modalità di intervento dei diversi soggetti coinvolti: Forze dell’Ordine, servizi sociali comunali, Centro Antiviolenza, Pronto Soccorso, Consultorio familiare e servizi sanitari, individuando i rispettivi compiti e le modalità di raccordo.

Particolare rilievo assume il coordinamento nei casi in cui siano presenti minori, prevedendo il tempestivo coinvolgimento dei servizi sociali competenti e dell’Autorità Giudiziaria, secondo quanto previsto dalla normativa vigente, affinché la tutela della donna si accompagni a quella dei figli e sia assicurata la continuità degli interventi.

Le Linee guida prevedono inoltre che, anche nelle situazioni in cui la donna acceda spontaneamente ai servizi, venga garantita una prima accoglienza e una valutazione del rischio, con la possibilità di costruire, previo consenso della donna, un progetto di aiuto condiviso tra i diversi servizi coinvolti.

Il documento dedica specifica attenzione anche alle modalità operative fuori dall’orario d’ufficio, assicurando il raccordo tra i servizi territoriali, il Pronto Intervento Sociale, le Forze dell’Ordine e il Pronto Soccorso, così da garantire una risposta continuativa alle situazioni di emergenza.

«Con la sottoscrizione di queste Linee guida – ha sottolineato il Prefetto Edoardo D’Alascio – rafforziamo concretamente la rete territoriale di protezione delle donne vittime di violenza. La qualità della risposta dipende anche dalla capacità delle istituzioni e dei servizi di parlarsi, di condividere procedure e responsabilità e di intervenire senza ritardi quando una situazione presenta profili di rischio. L’obiettivo è fare in modo che nessuna donna che chieda aiuto si trovi sola e che, soprattutto nei casi più delicati e in presenza di minori, ogni componente della rete sappia tempestivamente come intervenire e con quali interlocutori raccordarsi».

La sottoscrizione rappresenta quindi un ulteriore passo nel percorso di consolidamento della rete territoriale antiviolenza della provincia di Fermo, attraverso procedure condivise che consentano di rendere più omogenea e tempestiva la risposta, valorizzando le competenze specifiche di ciascun soggetto e assicurando alla donna un percorso di protezione e sostegno che possa proseguire anche dopo la fase dell’emergenza.

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