Questa mattina, domenica 4 ottobre,  presso l’Archivio di Stato si è tenuta la mostra documentaria intitolata “Tracce francescane a Fermo”. L’iniziativa ha offerto un’occasione per rendere aperti al pubblico patrimoni archivistici solitamente riservati a studiosi e ricercatori.

In adesione alla giornata della “Domenica di carta 2026”, promossa dal Ministero della Cultura per valorizzare l’immenso patrimonio degli archivi e delle biblioteche, infatti, l’Archivio di Stato di Fermo, in coincidenza con la festa nazionale di San Francesco, ha proposto una esposizione documentaria dal titolo “Tracce francescane a Fermo”.

Sebbene la manifestazione “Domeniche di Carta” sia tradizionalmente collocata nella seconda domenica di ottobre, l’edizione di quest’anno è stata anticipata ad oggi per coincidere con la ricorrenza degli 800 anni della morte di San Francesco, patrono d’Italia. Il percorso espositivo permette di vedere da vicino antiche pergamene, spartiti di musica sacra e preziosi documenti dedicati alla chiesa e al convento di San Francesco, restituendo testimonianze dirette dell’impronta lasciata dal Francescanesimo sul territorio fermano. Ad accogliere i visitatori sono stati i funzionari archivistici con, in testa, la direttrice dr.ssa Francesca Mercatili, che si sono messi a disposizione del pubblico per guidare la visita e illustrare la storia di ogni singolo pezzo in mostra.

La selezione espositiva comprende sia documenti provenienti prevalentemente dal fondo pubblico comunale (con carte dal 1400 al 1900 che ripercorrono l’evoluzione dell’edificio conventuale e dei vari ordini di matrice francescana) sia testimonianze da archivi privati, tra cui spiccano i documenti del fondo Boni (Giovanni Battista Boni) e gli spartiti redatti in occasione del centenario della morte di San Francesco.

Non si è trattato di una semplice esposizione antiquaria, bensì di un’operazione culturale e civile che intende restituire alla comunità la consapevolezza delle proprie radici storiche, sociali e spirituali.

«Ciò che si vede oggi è il frutto di un lungo lavoro di ricerca, reso possibile grazie agli strumenti dell’archivistica – ha dichiarato la direttrice Francesca Mercatili – La bellezza di questo lavoro risiede proprio nella capacità di partire da un singolo elemento e scoprire come sia tutto correlato». 

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