Si fa presto a dire “è solo un gioco”. Ma quando il gioco diventa una trappola che consuma risparmi, toglie il sonno e spegne la serenità delle persone e di chi vive loro accanto, non è più un divertimento: è un problema serio.
Spesso si pensa che la dipendenza dall’azzardo riguardi sempre “qualcun altro” o contesti lontani. I numeri, invece, raccontano una realtà ben più vicina e allarmante: in Italia la raccolta dell’azzardo ha superato i 165 miliardi di euro all’anno (più del 60% ormai corre online, direttamente sullo smartphone), e sul nostro territorio provinciale si contano oltre mezzo miliardo di euro bruciati nelle scommesse. Per una cittadina come Montegranaro, si stima un flusso di giocate di circa 41 milioni di euro. Dietro queste cifre non ci sono semplici statistiche, ma persone: si calcola che per ogni giocatore problematico ci siano fino a sette familiari o persone vicine travolte dall’ansia, dai debiti e dalle difficoltà quotidiane.
Il dramma più grande dell’azzardo è la sua invisibilità. Chi cade in questa trappola prova un forte senso di vergogna e colpa; le famiglie, spesso isolate, faticano a uscire allo scoperto e chiedono aiuto quando il danno economico e relazionale è già avanzato.
Per squarciare questo velo di solitudine e silenzio, l’Unità Pastorale di Montegranaro (“Veregra UP”), con il patrocinio del Comune di Montegranaro, promuove l’incontro pubblico: «Non chiamatelo gioco – Dinamiche dell’azzardo e possibilità di riscatto» giovedì 8 ottobre 2026, alle ore 21:1 al cineteatro La Perla di Montegranaro. Ingresso libero e aperto a tutti. Non si tratterà di una conferenza formale o giudicante, ma di un autentico momento di comunità: uno spazio per dialogare, tenere aperti gli occhi e capire come tendere la mano a chi ci è vicino prima che sia troppo tardi.
Ad approfondire il fenomeno e le strade possibili di recupero interverranno Paolo Nanni, comunicatore dell’Ambito Territoriale Sociale 19 di Fermo e Samuele Lampa, referente dell’associazione AMA Macerata (Gruppo di auto mutuo aiuto per persone e famiglie in difficoltà).
La serata sarà inoltre accompagnata dagli interventi musicali del gruppo SAMAN.
L’invito è rivolto a tutta la cittadinanza: genitori, educatori, giovani e chiunque voglia capire meglio cosa si nasconde dietro lo schermo di uno smartphone o una sala slot. Perché riconoscere il problema è il primo passo; affrontarlo insieme come comunità è la vera via per ripartire.















