Questa mattina nella sala consiliare del Comune di Porto San Giorgio si è tenuta la presentazione del Gran Finale del Brodetto Sangiorgese, in programma per domani 16 ottobre. L’evento segna la fine di un percorso iniziato a febbraio. All’incontro sono intervenuti l’assessore al Bilancio Alessandra Petracci, l’assessore alla Cultura Carlotta Lanciotti, il presidente dell’associazione culturale ”Chi mangia la foglia” Noris Rocchi e lo storico e ristoratore Luciano Scafà.

 

Nel portare i saluti del sindaco Valerio Vesprini e dell’assessore al Turismo Giampiero Marcattili, Alessandra Petracci ha tracciato un bilancio positivo della manifestazione: «Per noi è stato fondamentale proseguire quello che era stato iniziato dalle amministrazioni precedenti. Siamo partiti cinque anni fa con solo 7 ristoranti e oggi ne contiamo ben 27. Vedere una partecipazione così corale da parte dei ristoratori è motivo di grande soddisfazione. Ogni venerdì i locali aderenti hanno proposto il Brodetto ad un prezzo fisso e accessibile di 35 euro, registrando sempre il sold out “dovendo” spesso prolungare le preparazioni sia a pranzo che a cena. Domani ci sarà il “Gran Finale” in cui tutti e 27 i ristoranti cucineranno il piatto contemporaneamente».

Petracci ha poi ricordato la tappa estiva del “Gran Galà” a Villa Bonaparte in occasione del Festival del Mare e ha annunciato che la rassegna ripartirà già a gennaio 2027. Ha inoltre ribadito l’intenzione di mantenere l’evento come prerogativa esclusiva di Porto San Giorgio «E’ un valore aggiunto che vogliamo custodire». 

Durante il suo intervento, Rocchi, invece, ha evidenziato l’importanza culturale ed economica del piatto «Il Brodetto è il pilastro della ristorazione cittadina ed è stato il primo in Italia a ottenere il riconoscimento De.C.O. (Denominazione Comunale di Origine). Dietro questi risultati c’è un grande lavoro di squadra. Tuttavia è fondamentale che gli chef rispettino la ricetta tradizionale, limitando le proprie vene creative per non alterare l’autenticità e le specificità che lo distinguono dalle varianti degli altri comuni costieri come San Benedetto del Tronto, Porto Recanati, Ancona e Fano». 

A questo punto la parola è passata a Luciano Scafà, figlio dell’inventore della ricetta del Brodetto Sangiorgese. «Questo piatto nasce dalla “Muccigna”, la selezione di pesci poveri e rimasti invenduti che i pescatori portavano a casa. Da una preparazione semplice e di recupero si è passati a una proposta gastronomica di alto livello riconosciuta in tutta Italia. Oggi reperire tutti gli ingredienti è più difficile a causa del cambiamento del mondo della pesca ed è bellissimo vedere così tanti ristoratori mettersi in gioco per mantenere viva la tradizione».

A chiudere la conferenza l’assessore Carlotta Lanciotti che ha espresso grande riconoscimento alla cittadinanza per il supporto costante: «I risultati di questo evento sono il frutto di un vero e proprio gioco di squadra. Valorizzare il nostro cibo significa tutelare la nostra storia, infatti il Brodetto non è solo una specialità culinaria, ma è anche il simbolo culturale della nostra tradizione marinara e della nostra identità le cui radici vanno preservate con orgoglio».

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