Riceviamo dalle famiglie Berdini, Cappannari, Fortunati, Sergolini, Fabrizi (con dei residenti di Contrada Gabbiano di Fermo) e pubblichiamo:

«Uno a zero per Magliano di Tenna: loro intercettano 300mila euro dalla Regione, Fermo (36mila abitanti) se ne frega dei disagi di contrada Gabbiano. Mentre il piccolo Comune di Magliano di Tenna ottiene fondi concreti per la sicurezza stradale grazie alla buona politica e alla collaborazione istituzionale, la grande Fermo volta le spalle alle periferie. C’è da chiedersi se chi amministra sappia cosa significhi essere al servizio del bene comune.

Quando c’è la volontà politica, la competenza e l’amore per il proprio territorio, le risorse si trovano e i problemi si risolvono. Quando invece regna l’arroganza amministrativa, l’immobilismo e il menefreghismo amministrativo più totale, l’unica risposta ai cittadini è il silenzio o lo scaricabarile. Il punteggio attuale parla chiaro: uno a zero per Magliano di Tenna.

Prendiamo i fatti, nero su bianco, e confrontiamo la realtà dei fatti. Da un lato c’è il Comune di Magliano di Tenna — una realtà di 1.400 abitanti — che grazie a un lavoro di squadra e alla sinergia con la Regione Marche è riuscita a intercettare ben 300.000 euro per la messa in sicurezza e il rifacimento di due strade comunali (via Monte Vettore e via Santa Chiara), colpite dal dissesto idrogeologico. Un risultato reso possibile, come sottolineato dalla consigliera regionale Jessica Marcozzi e dall’assessore Tiziano Consoli, da una filiera di governo capace di ascoltare il territorio e dare risposte concrete, dimostrando che anche le realtà più piccole possono contare su istituzioni presenti.

E dall’altra parte? Dall’altra parte c’è Fermo. Una città di 36.000 abitanti, un capoluogo di provincia che, al contrario, se ne frega altamente del disagio, delle denunce e dei disperati appelli dei residenti di Contrada Gabbiano.

Mentre a Magliano si asfaltano le strade e si prevengono i rischi legati al dissesto, a Fermo si lascia che l’isola amministrativa di Gabbiano sprofondi nel fango. Si costringono famiglie intere, residenti e persino autorità di passaggio (come accaduto di recente a un alto prelato di ritorno da Montegiorgio) a transitare su mulattiere-trappola ridotte a torrenti impazziti, dove la strada comunale Tarucchio e le arterie limitrofe sono un delirio totale di buche, fango e banchine franate.

Di fronte a questa sproporzione imbarazzante, la domanda sorge spontanea e va posta senza sconti a chi governa il Comune di Fermo e gestisce i relativi uffici tecnici: è questo il modo di mettersi al servizio del bene comune in un incarico pubblico?

È accettabile che un piccolo Comune dimostri lungimiranza portando a casa fondi regionali per la viabilità di base, mentre la grande Fermo liquida i cittadini con la scusa che non ci sono soldi, salvo poi sperperare mezzo milione di euro per un campo da calcio a Capodarco o rinviare la nostra contrada addirittura al 2029?

La misura è colma. I residenti di Contrada Gabbiano, forti della nuova diffida legale notificata a Sindaco, Prefetto e Procura, non intendono accettare passivamente questa gestione fallimentare. Se a Magliano le cose si fanno perché c’è chi sa amministrare, a Fermo si cambi passo o si traggano le dovute conseguenze. La pazienza dei cittadini è finita».

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