Riceviamo dal consigliere Andrea Morroni (Prima Fermo) e pubblichiamo:
«A Fermo sembra che qualcuno non abbia ancora compreso una cosa fondamentale: la stagione delle decisioni senza un controllo politico incisivo è finita. Oggi la maggioranza, composta da civici e da esponenti di Forza Italia che hanno scelto di presentarsi sotto le insegne del civismo, si lamenta delle numerose richieste di accesso agli atti avanzate dai consiglieri di opposizione. Ma di cosa si stupiscono?
L’opposizione, articolata nel centrodestra unito senza Forza Italia, nel centrosinistra unito e nella componente civica rappresentata da Di Ruscio, aveva dichiarato fin dall’inizio che avrebbe esercitato un controllo rigoroso sull’attività amministrativa, soprattutto in presenza di carenze di trasparenza. E così sta facendo. Non si tratta di ostacolare l’amministrazione, ma di esercitare una funzione fondamentale della democrazia: verificare come vengono amministrate le risorse pubbliche, quali decisioni vengono assunte e quali conseguenze ricadono sui cittadini.
DAL CASO DI RUSCIO ALLA SCOMPARSA DELLA SOLGAS: UN INIZIO CHE FA DISCUTERE
I primi passi della nuova amministrazione hanno già sollevato interrogativi importanti. La vicenda del consigliere Di Ruscio è emblematica. La maggioranza ha assunto posizioni che appaiono contraddittorie: prima un atteggiamento favorevole, con l’accettazione della rinuncia agli atti, poi un cambio di orientamento fino alla deliberazione della sua decadenza. Una vicenda che pone interrogativi sulla coerenza delle decisioni politiche e amministrative.
Subito dopo è arrivata la questione Solgas, con la scelta di procedere verso la scomparsa di una società storica della città attraverso un’operazione di fusione che, per la sua rilevanza economica e patrimoniale, avrebbe meritato un confronto politico ben più approfondito. Due vicende diverse, ma accomunate da una domanda: perché tanta difficoltà ad accettare il confronto e le richieste di chiarimento dell’opposizione?
L’EREDITÀ DI CALCINARO ARRIVA AL PETTINE
L’attuale amministrazione nasce in continuità politica con quella guidata da Paolo Calcinaro. Il precedente sindaco ha sostenuto il proprio successore, nella prospettiva di dare continuità all’esperienza amministrativa degli anni passati. Ma continuità significa anche assumersi la responsabilità politica delle scelte precedenti. Oggi molte di quelle decisioni tornano al centro del dibattito pubblico, tra richieste di documentazione, verifiche amministrative e interrogativi sulla gestione economica e patrimoniale del Comune. Non si può rivendicare l’eredità politica di Calcinaro quando fa comodo e prendere le distanze dalle conseguenze delle sue scelte quando diventano oggetto di contestazione. È proprio su questo terreno che l’opposizione intende esercitare il proprio ruolo.
OGNI ATTO SOTTO LA LENTE DELL’OPPOSIZIONE
La maggioranza dovrà abituarsi a un fatto nuovo: l’intera gestione comunale sarà sottoposta a un controllo politico e amministrativo costante, nell’esclusivo interesse dei cittadini. L’opposizione passerà al vaglio le delibere, le determine, gli affidamenti, gli appalti, le operazioni societarie, gli investimenti, i bilanci e gli impegni finanziari del Comune. Ogni decisione rilevante dovrà essere valutata non soltanto sotto il profilo della legittimità, ma anche sotto quello dell’opportunità, della sostenibilità economica e dell’effettiva utilità pubblica. Non dovranno esserci zone d’ombra né argomenti sottratti al confronto. Le richieste di accesso agli atti non sono uno strumento di disturbo, ma il mezzo attraverso il quale i consiglieri possono acquisire le informazioni necessarie per svolgere il mandato ricevuto dagli elettori. Chi amministra denaro pubblico deve essere pronto a spiegare come lo utilizza, perché assume determinate decisioni e quali risultati intende conseguire. E chi governa non può pretendere che l’opposizione si limiti ad assistere in silenzio.
IL BILANCIO COMUNALE: FINO A QUANDO POTRÀ REGGERE QUESTA SITUAZIONE?
C’è una questione che merita particolare attenzione: dal 2022 il saldo dell’equilibrio di parte corrente ai fini della copertura degli investimenti pluriennali risulta costantemente negativo. Nel rendiconto 2025 tale saldo è pari a circa 4,72 milioni di euro negativi, mentre per il 2026 il dato assestato indica un valore negativo di circa 3,93 milioni di euro. Un andamento che solleva interrogativi sulla capacità del Comune di generare risorse correnti da destinare agli investimenti.
Fino a quando potrà durare questa situazione? E cosa accadrebbe se il Comune dovesse affrontare improvvisamente una spesa straordinaria, un contenzioso oneroso o una significativa riduzione delle entrate? Il saldo negativo di questo indicatore non equivale automaticamente a uno squilibrio complessivo del bilancio, ma rappresenta un elemento che richiede attenzione e approfondimenti sulla sostenibilità finanziaria delle scelte amministrative.
Il vero interrogativo è quanto margine di sicurezza finanziaria abbia ancora il Comune per assorbire eventuali imprevisti senza dover ricorrere a tagli, nuove entrate o ulteriori forme di finanziamento. È anche su questo terreno che l’opposizione dovrà esercitare un controllo rigoroso, verificando ogni decisione di spesa e ogni nuovo impegno finanziario. Perché, alla fine, il bilancio è il banco di prova di ogni amministrazione: i numeri non si piegano alla propaganda e gli eventuali errori di gestione rischiano di ricadere su tutti i cittadini.
LA TRASPARENZA NON SI CONCEDE: SI DEVE GARANTIRE
La maggioranza può avere i numeri per approvare le proprie decisioni, ma questo non la sottrae al controllo democratico. L’opposizione non ha il compito di rendere più agevole il lavoro di chi governa. Ha il dovere di verificare, approfondire, contestare quando necessario e proporre alternative. E soprattutto ha il dovere di informare i cittadini. Da oggi ogni scelta importante dovrà essere accompagnata da una domanda precisa: quanto costa, a chi giova e quali conseguenze avrà per Fermo? Non saranno sufficienti comunicati stampa, inaugurazioni o dichiarazioni di principio. Serviranno atti, numeri, risultati e spiegazioni. Ben venga, quindi, un’opposizione attenta, determinata e capace di portare alla luce questioni che meritano di essere conosciute dalla cittadinanza. La maggioranza governa, ma l’opposizione controlla. E questo controllo non si fermerà davanti alle proteste di chi preferirebbe meno domande. Perché il Comune non appartiene alla maggioranza, non appartiene ai civici e non appartiene a chi ha governato prima. Il Comune appartiene ai cittadini. Ed è a loro, non ai partiti né ai gruppi di potere, che ogni amministrazione deve rendere conto».















