In merito alla questione relativa alla terza corsia dell’A14, riceviamo e pubblichiamo dal capogruppo consiliare comunale di “Servire Fermo”, Saturnino Di Ruscio:
«Con il nuovo P.A.I. distrettuale approvato, è calata una definitiva pietra tombale su questa ipotesi della terza corsia dell’A14 nelle Marche Sud. I vari attori in questione, ovvero Governo, Aspi, Regione, dovrebbero dire a questo punto la verità per rispetto nei confronti degli utenti che da anni stanno versando lacrime e sangue per attraversare questo tratto.
Quindi ora non si può più affermare, come avvenuto in ogni campagna elettorale che la terza corsia non si farà per colpa degli ex Sindaci Claudio Brignocchi e Saturnino Di Ruscio, che non erano certamente sprovveduti e che avevano chiesto alla Società Autostrade di rivedere il progetto proprio per i problemi di instabilità di quei versanti a picco sul mare. Instabilità che non proveniva solo dagli studi e piani esistenti ma dal fatto che già negli anni passati l’autostrada rimase bloccata da frane e cedimenti proprio nel tratto tra Marina Palmense e Pedaso. Ora si dovrà dire che la terza corsia non è stata fatta perché dopo Di Ruscio e Brignocchi, ovvero nei successivi 20 anni, nessun politico se ne è più occupato se non a parole e per accusare gli altri, aggiungendo perché le normative di sicurezza lo impedivano ieri e lo impediscono oggi.
Domani 22 ottobre 2026, oltre alla mia decadenza per la quale non mancherà qualche colpo di scena, si discuteranno gli indirizzi politico programmatici e proporrò di istituire un gruppo di lavoro tecnico-politico, con una rappresentanza della minoranza per lavorare ad un’alternativa, ovvero, come vengo dicendo da oltre 20 anni, la studio di una nuova bretella autostradale arretrata da Porto Sant’Elpidio a Teramo, che si aggiunge all’A14.
Sono stati persi inutilmente quasi 20 anni, da quando avevo evidenziato il problema e la soluzione unitamente all’ex Vice Ministro Baldassarri, e non è possibile perdere altro tempo. La politica si deve assumere le responsabilità che le compete. Studiare i problemi, trovare le soluzioni e dare risposte serie alla comunità assumendone la responsabilità attraverso decisioni consapevoli».















