Fermo, Ascoli Piceno e Macerata, tre province unite da una storia manifatturiera comune, da generazioni di imprenditori e artigiani e da una filiera produttiva nel settore moda che rappresenta una delle eccellenze del Made in Italy.
«Credo che sia importante ricordarlo e soprattutto ricordarcelo. Il messaggio della premier Giorgia Meloni durante Abc Fashion Event è la conferma che siamo al centro dell’attenzione anche della politica. Sta a noi cogliere l’apertura, cercando di chiedere quanto necessario ma soprattutto di far emergere quanto noi spesso sottovalutiamo» sottolinea Gianni Gallucci, presidente della sezione calzature di Confindustria Fermo.
«Forti di competenze, tradizioni e capacità di innovare, partendo dalle professionalità interne a ogni azienda dobbiamo lavorare insieme per il ben del distretto». Gallucci manda un messaggio chiaro ai colleghi delle altre due territoriali in cui vive un modello produttivo unico, fondato su una rete di micro, piccole e medie imprese, dove ogni realtà contribuisce con le proprie competenze alla qualità del prodotto finale.
«Ogni imprenditore, attraverso il proprio marchio, i propri prodotti e le proprie relazioni internazionali, è anche un ambasciatore di questa terra. Dobbiamo imparare a raccontare non soltanto ciò che produciamo, ma soprattutto dove e come lo produciamo, coinvolgendo clienti, partner commerciali e tutti i nostri stakeholder nella conoscenza delle nostre eccellenze» prosegue il presidente dei calzaturieri.
È una sfida che l’associazione sta affrontando a più livelli, anche attraverso corsi di formazione interni affidati a professionisti. Il tema dello storytelling è di estrema attualità. È emerso anche durante le ultime esposizioni fieristiche internazionali: il prodotto va accompagnato da un racconto. «Solo così il nostro prezzo diventa un valore aggiunto, come lo è la qualità che garantiamo. Racconto che ha come perno imprescindibile il distretto che è un elemento distintivo e riconoscibile dell’identità delle aziende, capace di creare valore anche oltre la scarpa».
Il cliente quando prende in mano una scarpa fermana deve essere in grado di capirne l’anima. «Ogni imprenditore può contribuire a promuovere le Marche, facendo scoprire ai propri interlocutori non soltanto le aziende, ma anche le nostre città, il paesaggio, l’enogastronomia e le eccellenze che rendono unico questo territorio».
Una strategia che Gallucci ha già condiviso con le sezioni calzaturiere di Confindustria Ascoli e Macerata. «Abbiamo in cantiere iniziative condivise dedicate alla promozione del comparto e all’internazionalizzazione. Il futuro del nostro distretto dipenderà dalla capacità di fare sistema, mantenendo ciascuno la propria identità imprenditoriale ma condividendo un patrimonio comune» conclude Gianni Gallucci.















