Questa mattina presso la Provincia di Fermo si è tenuta la conferenza stampa di presentazione  di “LeggendAso – Memorie e tradizioni custodite nei  borghi della Valle dell’Aso”, il progetto nato nell’ambito del bando regionale Marchestorie 2026 e dedicato alla valorizzazione della memoria, dell’identità e delle tradizioni popolari dei borghi della Valdaso. L’iniziativa coinvolge cinque Comuni della vallata: Lapedona, Monterubbiano, Moresco, Campofilone e Altidona. 

Presenti alla conferenza i rappresentanti dei Comuni interessati insieme ad Andrea Marsili per Tu.Ris.Marche e il regista Luca Vagnoni. L’Unione dei Comuni della Valdaso si è aggiudicata il secondo posto nella graduatoria della sesta edizione di Marchetsorie a dimostrazione dell’efficacia del lavoro di squadra. A sottolinearlo è la sindaca di Altidona Giuliana Porrà: «Non siamo municipalità distinte, ma abbiamo lavorato insieme a un progetto comune. Abbiamo capito quanto sia importante fare rete. Infatti quando c’è coesione i risultati arrivano e si riduce anche la frammentazione sul territorio».

 

Andrea Marsili ha spiegato come la Regione Marche stia puntando sul patrimonio immateriale dei borghi in collaborazione con l’Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale del Ministero della Cultura: «L’obiettivo è creare un archivio digitale delle culture marchigiane al quale la Valdaso contribuirà mettendo a disposizione storie e tradizioni» ha affermato Marsili. Il format prevede per ogni tappa uno spettacolo teatrale principale affiancato da attività trasversali, come per esempio passeggiate culturali, mostre fotografiche storiche con registrazione delle memorie della comunità ed enogastronomia tipica.

Il cuore del progetto sono cinque spettacoli teatrali inediti, uno per Comune, con direzione artistica,  sceneggiatura e regia di Luca Vagnoni e la compagnia Rattattù. Accanto agli attori professionisti  saliranno sul palco cittadini, associazioni e interpreti locali di diverse generazioni, così che le  comunità diventino protagoniste del racconto del proprio patrimonio. Tutti aspetti che il direttore  artistico Luca Vagnoni ha tenuto a sottolineare, affermando che “gli spettacoli, che riprendono  cinque filoni diversi ma connessi tra loro e che illustrano le varie anime della Valle dell’Aso, sono  stati pensati appositamente per la rassegna e non sono avulsi del territorio in quanto coinvolgono  anche tutti quei cittadini che hanno scelto di mettersi in gioco salendo sul palco.” 

Si inizia domenica 15 novembre a Lapedona, al Teatrino Madonna Manù, con «Dove abitano i  ricordi», tra personaggi, soprannomi e luoghi d’incontro del paese. Sabato 21 a Monterubbiano, al  Teatro Comunale Vincenzo Pagani, «Il cavallo delle streghe» porta in scena superstizioni, leggende  e danze della vita contadina. Domenica 22 a Moresco, al Piccolo Teatro di Santa Sofia, «La dolce  Sofia» ripercorre la vicenda di Sofia Amati e del culto nato attorno a lei, in dialogo con la Giornata  internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne del 25 novembre. Sabato 28 a  Campofilone, al Teatro Comunale, «Il filo goloso della memoria ovvero tutti pazzi per i  maccheroncini» racconta la storia dei celebri Maccheroncini di Campofilone IGP. Chiude domenica  29 ad Altidona, al Teatro Comunale, «L’ultimo fornaciaio e l’invasione degli Sfumacci», ispirato al  libro di Barbara Cerquetti (Giaconi Editore), che fa rivivere per bambini e famiglie la tradizione dei  fornaciai. Ogni spettacolo dura circa 60 minuti ed è previsto in due repliche, una delle quali in orario  mattutino in quanto dedicata alle scuole per i comuni di Altidona, Campofilone e Monterubbiano. 

Accanto al teatro, ogni borgo propone visite guidate e una mostra fotografica con immagini storiche,  insieme a momenti di registrazione dei racconti locali. “Questi materiali diventeranno parte dell’archivio regionale del patrimonio immateriale dei borghi” ha ricordato Andrea Marsili,  presidente di Tu.Ris.Marche, che ha anche messo in evidenza come il progetto presentato dall’Unione Comuni Valdaso, non solo abbia coinvolto più comuni rispetto lo scorso anno, passando  da 3 a 5, ma sia stato finanziato dalla Regione Marche come secondo progetto fra i tanti proposti.  Nei singoli borghi saranno poi attivi appuntamenti collaterali che rendono protagonisti elementi  contraddistintivi dei borghi: a Monterubbiano, show cooking e degustazioni delle tagliatelle fritte e  una conferenza sui Guazzarò e sul rito di «Sciò la Pica»; a Moresco, un approfondimento sul  ciauscolo e la lezione-spettacolo «Ginevra ne vale la pena» di Cesare Catà; a Campofilone, show  cooking e degustazione dei Maccheroncini; ad Altidona, la presentazione del libro e la lezione spettacolo di Catà «Orfeo, le Selkies e mi Nonnu»; a Lapedona, castagne e vino cotto e la presentazione de «I tre tesori della Valdaso» di Nicolas Amici. A completare il programma, cene a  tema nei ristoranti locali. 

 

I rappresentanti dei cinque Comuni hanno illustrato brevemente le iniziative presenti. Raffaele Lorusso, consigliere delegato alla cultura di Lapedona, ha annunciato una visita guidata con Nicolas Amici (che presenterà il suo libro storico su Lapedona, Moresco e Altidona) e una castagnata con vino cotto e dolci  in collaborazione con le Pro Loco.

 

La sindaca di Monterubbiano Annamaria Albanesi ha sottolineato il legame con la rievocazione  dello “Sciò la Pica” e la tradizione delle tagliatelle fritte ponendo l’accento sul coinvolgimento dei giovani: «Pensavamo a uno sguardo non solo sulla Valdaso, ma sull’intera regione. E’ fondamentale coinvolgere le scuole per trasmettere le tradizioni ai ragazzi che spesso le ignorano» ha affermato Albanesi.

 

Il sindaco di Moresco Massimiliano Splendiani che ha iniziato il suo intervento sottolineando che «Moresco non ha perso l’aspetto dell’incastellamento. Il progetto ci aiuta ad aprire i nostri gioielli ai visitatori». Insieme a Luca Vagnoni hanno poi evidenziato l’anticipo al 22 novembre delle riflessioni legate alla giornata sulla violenza sulle donne, in connessione con la storia di Santa Sofia.

 

Per il comune di Campofilone presente il consigliere comunale Alessandro Silla che ha voluto prendere in considerazione il valore dei piatti tipici locali come i maccheroncini e la cooperazione con i comuni vicini: «A volte si va in comuni lontani dimenticandosi delle bellezze a un passo da casa. E’ bello fare unione e collaborare».

 

A conclusione della conferenza la parola è spettata alla sindaca di Altidona Giuliana Porrà che ha rievocato la storia dei fornaciai del borgo annunciando la riscoperta dei mattoncini dei fornaciai, dolci tradizionali fatti con il vino cotto e zucchero di canna realizzati per mantenere viva la memoria di questo mestiere.

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