Il mese di novembre si tinge di azzurro per accendere i riflettori sulla salute e sulla prevenzione oncologica maschile. I tumori che colpiscono l’apparato riproduttivo e urinario dell’uomo rappresentano una quota significativa delle diagnosi oncologiche in Italia, eppure se ne parla ancora troppo poco.
Per rispondere a questa esigenza, Emotest promuove sul territorio un’iniziativa speciale valida per tutto il mese di novembre: un pacchetto urologico completo a tariffa agevolata, pensato per incentivare gli uomini a prendersi cura della propria salute attraverso controlli preventivi e percorsi diagnostici personalizzati.
Cosa comprende il Pacchetto Prevenzione Emotest?
La campagna mira a favorire la diagnosi precoce offrendo due prestazioni fondamentali a un prezzo scontato:
- Visita urologica specialistica: un colloquio approfondito con uno specialista per valutare lo stato di salute dell’apparato urinario e genitale.
- Analisi del sangue con dosaggio del PSA: un esame ematico fondamentale per monitorare il benessere della prostata e individuare tempestivamente potenziali segnali di rischio.
Il tumore della prostata: numeri e fattori di rischio
Il tumore della prostata è, secondo i dati più recenti dei registri tumori italiani (AIRTUM), la neoplasia più diagnosticata tra gli uomini nel nostro Paese: rappresenta oggi circa il 12% di tutte le nuove diagnosi oncologiche maschili, con più di 40.000 nuovi casi stimati ogni anno. È inoltre la terza causa di morte per tumore nella popolazione maschile, con oltre 9.000 decessi annui, anche se il dato più incoraggiante è che la mortalità è in costante e progressiva diminuzione da diversi anni, soprattutto nelle regioni del Centro-Nord.
Si tratta di una patologia che riguarda soprattutto gli uomini a partire dai 50 anni di età, e il rischio aumenta progressivamente con l’avanzare dell’età: la grande maggioranza delle diagnosi avviene dopo i 65 anni. Tra i principali fattori di rischio riconosciuti figurano:
- l’età, il fattore di rischio più rilevante;
- la familiarità: avere un padre o un fratello che ha avuto un tumore della prostata raddoppia circa il rischio personale;
- alcune mutazioni genetiche ereditarie, tra cui quelle del gene BRCA2, note soprattutto per il loro ruolo nei tumori femminili ma associate anche a un rischio aumentato di tumore prostatico aggressivo;
- fattori legati allo stile di vita e all’alimentazione, ancora oggetto di studio, ma su cui le evidenze scientifiche si vanno consolidando.
Il dato più importante, tuttavia, riguarda la diagnosi precoce: trattandosi di una patologia spesso asintomatica nelle fasi iniziali, è proprio lo screening regolare a fare la differenza. Quando individuato in fase iniziale e ancora confinato alla prostata, il tumore prostatico presenta tassi di sopravvivenza a 5 anni che superano il 90%, un dato che si riduce sensibilmente nei casi diagnosticati tardivamente, quando la malattia ha già raggiunto altri organi. Per questo le principali società scientifiche raccomandano di iniziare a parlare con il proprio medico di un primo controllo urologico e del dosaggio del PSA a partire dai 50 anni, anticipando la soglia a 45 anni in presenza di familiarità o di altri fattori di rischio.
La prevenzione non riguarda però solo gli uomini maturi:
- Tumore al testicolo: colpisce prevalentemente le fasce d’età più giovani. Se diagnosticato in tempo, presenta tassi di guarigione molto elevati.
- Tumore alla vescica: più comune dopo i 60 anni, può manifestarsi con sintomi specifici come difficoltà nella minzione o presenza di sangue nelle urine.
Focus sul PSA: che cos’è e cosa indica?
Il PSA (Prostate-Specific Antigen) è una proteina prodotta dalla prostata. Un semplice prelievo di sangue permette di misurarne i livelli. È importante sottolineare che un valore elevato di PSA non è necessariamente sinonimo di tumore; può infatti essere la spia di diverse condizioni, tra cui:
- Ipertrofia prostatica benigna: un ingrossamento non canceroso della prostata, molto comune con l’avanzare dell’età.
- Prostatiti: infiammazioni o infezioni della ghiandola prostatica.
- Carcinoma prostatico: la forma tumorale più temuta, che grazie al monitoraggio del PSA può essere intercettata precocemente, aumentando l’efficacia delle cure.
Per questo motivo il dato del PSA non va letto da solo, ma sempre interpretato dallo specialista urologo insieme alla visita clinica, alla storia familiare del paziente e, quando necessario, ad approfondimenti strumentali: è questo l’approccio integrato su cui si fonda il Pacchetto Prevenzione Emotest.
Sottoporsi a un controllo regolare è un gesto semplice che può fare la differenza. La campagna di Emotest rimarrà attiva per tutto il mese di novembre.
Informazioni e prenotazioni
Sedi: Montegiorgio — Via Faleriense Est 50 · Lido di Fermo — Via Nazionale 78 · Valmir di Petritoli — Via Sant’Antonio 218
Per informazioni e prenotazioni: www.emotest.it
Contatti: 0734 968263 — 0734 466913 — info@emotest.it
















