Prima i tamburi, poi le idee. È cominciato con un drum circle, un’esperienza musicale collettiva per rompere il ghiaccio e trovare un ritmo comune, il primo incontro di «VIS A VIS – I Sibillini si incontrano». Lunedì 26 ottobre, nella Sala Luxor di Comunanza, circa cinquanta persone, in rappresentanza di quasi trenta associazioni di Amandola, Comunanza e Montefalcone Appennino, si sono ritrovate per avviare un percorso di collaborazione tra le realtà del territorio.

L’iniziativa rientra in VIS – Vivere i Sibillini, progetto promosso da Abitare APS e Amandola Riparte APS, con il patrocinio dei Comuni di Amandola e Comunanza e il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Ascoli Piceno. All’appuntamento hanno partecipato anche i sindaci Sacconi e Marinangeli e gli assessori Trobbiani e Grazioli.

Al centro della serata, la costruzione di una rete del Terzo settore governata dalle associazioni stesse, capace di mettere in comune risorse e competenze valorizzando l’identità di ciascuna realtà. Un’esigenza emersa nei primi mesi di ascolto condotti dal gruppo di lavoro: alla volontà di collaborare si accompagna infatti la fatica di portare avanti attività e iniziative contando sulle proprie sole forze.

«Vogliamo sentirci parte integrante del progetto, non solo braccia», è una delle testimonianze raccolte durante le interviste e riportate nel corso dell’incontro. Una richiesta di partecipazione alle decisioni che ha trovato spazio anche nel lavoro proposto alla sala. Tre le domande rivolte ai partecipanti: di cosa ha bisogno la propria associazione, cosa può mettere a disposizione degli altri e quale progetto conserva nel cassetto. Le risposte hanno riempito un pannello di post-it, facendo emergere necessità concrete e possibili ambiti di collaborazione: volontari e sedi da condividere, supporto nella partecipazione ai bandi, un calendario comune per evitare sovrapposizioni e iniziative capaci di attirare pubblico anche da fuori territorio.

A chiudere gli interventi è stata Germana Di Falco, esperta internazionale di fondi europei e sviluppo territoriale, che ha approfondito le possibili forme giuridiche con cui dare struttura alla futura rete. La serata è proseguita con una cena preparata insieme al Centro Sociale Anziani «E. Pascali» Aps.

«Ci siamo sentiti dire spesso che qui ognuno va per conto suo. Lunedì abbiamo visto il contrario. Vis non nasce in un ufficio, nasce da quei post-it», dichiarano i componenti del gruppo di lavoro Vis, formato da ragazzi e ragazze del territorio. Il percorso continuerà nei prossimi mesi con l’obiettivo di costruire uno spazio di progettazione condivisa e attrarre nuove risorse per turismo, cultura, sport e servizi, contribuendo a contrastare spopolamento e isolamento. La partecipazione resta aperta, nel segno del messaggio scelto per l’invito al primo incontro: «Non sei ospite, sei co-fondatore».

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