«Serve una commissione a Lido di Fermo, per ragionare sui lotti di Casabianca e per capire come tutelare gli interessi pubblici e l’identità del quartiere». È l’impegno che si è presa la coalizione di centrosinistra nel corso di una affollata assemblea, la seconda del ciclo di incontri sul territorio che Fermo Città Comune, con Fermo riformista, Pd, Avs, La città che vogliamo e Rifondazione comunista organizza nei centri sociali.
«A condurre la discussione Zoe Monterubbiano, fortissima la voglia di partecipare dei fermani, tanti i temi da affrontare a partire proprio dagli ormai famigerati quattro lotti, uno dei quali già edificato: c’è un progetto per una struttura alberghiera imponente su uno dei lotti rimanenti, gli altri due per ora sono fermi. Noi crediamo che si possa ragionare con i privati che hanno acquisito le aree, per capire come ridurre le volumetrie previste e come garantire spazi di verde e parcheggi ad un quartiere che ha bisogno di ritrovare la sua identità. è anche fondamentale che si ricordi come gli standard o le eventuali opere compensative debbano restare a beneficio del quartiere che deve mantenere qualità della vita».
Legambiente ha partecipato con Carlo Baleani, che ha chiesto di «evitare ulteriore consumo di suolo, dal momento che – si legge nella nota di Fermo Città Comune – la città e la provincia di Fermo risultano tristemente in testa nelle relative classifiche pubblicate nel recentissimo Rapporto sul Consumo di suolo in Italia, e sottolineando la volontà di sorvegliare costantemente il percorso, nella speranza di riuscire a garantire con questi lotti spazi di verde pubblico per la collettività, invece che nuove colate di cemento a favore di pochi».
Un metodo, quello del centro sinistra, «che parte dalle esigenze di chi nei quartieri vive per arrivare poi sui tavoli in cui si discute». «E’ essenziale che si ragioni prima di quello che davvero serve in ogni zona della città – ha ribadito Angelica Malvatani – per evitare di sprecare risorse che sono sempre più risicate. A Casabianca servono servizi che consentano di pensare ad un’offerta turistica reale. Se un quartiere è vivibile tutto l’anno poi può essere pensato per il turismo, se ci sono negozi, sicurezza, qualità della vita». Dagli operatori del turismo «la preoccupazione per il futuro, l’incertezza per una identità turistica non definita, per la mancanza di posti letto che permettano di organizzare eventi magari legati allo sport, per destagionalizzare le presenze turistiche. Su tutto l’incertezza della Bolkenstein che rende davvero incerto il futuro di chi ha investito sulla costa, come hanno sottolineato gli operatori, ma le cui esigenze si scontrano inevitabilmente con le nuove regole europee e la necessità di restituire alle spiagge quello status di Bene Comune troppo spesso dimenticato dalla politica» concludono dalla coalizione di centrosinistra.




















