L’assemblea dei soci di Confindustria Fermo ha approvato l’avvio del processo di aggregazione con le territoriali di Macerata e Ancona. “Un percorso che parte ufficialmente oggi, che non sarà breve e che soprattutto non toglie nulla a Fermo, alla sua autonomia, alla sua storia” spiega Elisabetta Pieragostini, presidente di Confindustria Fermo.
Un’assemblea animata, partecipata, dove non sono mancati dubbi critiche, in particolare da parte della sezione calzaturiera, ma che alla fine ha votato praticamente all’unanimità: 1110 voti per il SI, 29 per il NO.
I dubbi dei calzaturieri sono stati presentati con un comunicato, letto durante l’assemblea, dal vicepresidente della sezione calzature Ferracuti Cristiano, in cui anticipavano il voto di astensione: «Non condividiamo l’impostazione, i tempi e il metodo con cui si sta conducendo questa operazione. Pur non opponendoci al concetto di aggregazione in astratto, respingiamo fermamente la gestione finora adottata. Non si possono compiere passi frettolosi ignorando il contesto da cui partiamo. Non firmiamo alcuna delega in bianco».
La presidente Pieragostini ha ascoltato e ha rilanciato, puntando sul concetto di ‘fiducia’. «Nelle imprese la fiducia permette alle persone di collaborare, di assumersi responsabilità e di affrontare il cambiamento. Non significa concedere una delega senza controllo; significa affidare un compito, definire obiettivi e chiedere conto delle scelte e dei risultati. Ho sempre considerato il confronto una ricchezza. Le opinioni differenti, quando sono espresse con rispetto, possono migliorare le decisioni. Ma un’organizzazione deve anche saper decidere. Le imprese che rappresentiamo affrontano problemi concreti e urgenti: hanno bisogno di un’Associazione capace di ascoltare e, al momento opportuno, di agire» ha ribadito durante la sua relazione la presidente.
Sono quattro i punti principali che la presidente Pieragostini ha evidenziato per far comprendere le ragioni dietro questo percorso che ora ha inizio. E che non durerà meno di due anni.
«Consente di rafforzare il peso di Confindustria nei confronti delle istituzioni regionali e nazionali. Una rappresentanza più ampia e autorevole da usare su questioni strategiche come infrastrutture, energia, politiche industriali”. Il secondo punto riguarda i servizi: “Mettere in comune risorse, professionalità e competenze permetterebbe di ampliare l’offerta alle imprese, soprattutto alle piccole e medie realtà. Si parla di intelligenza artificiale, cybersecurity, sostenibilità, finanza agevolata».
Il terzo, che la presidente ha ribadito rivolgendosi ancora di più ai calzaturieri e al settore moda, è quello delle sinergie, delle filiere. «Abbiamo il primo distretto della regione e tra i primi d’Italia, creare una rete con gli altri settori confindustriali potrà solo rafforzarlo, penso alla meccanica, dall’automotive, alle tecnologie che le altre due territoriali potranno mettere a disposizione».
Infine, il quarto punto: la formazione. «Insieme saremo più pronti a rispondere alle necessità dei giovani, alla loro richiesta di risposte e a indirizzarli su percorsi qualificati e funzionali anche al nostro mondo, all’ITS alle Università passando per centri di ricerca non più rinviabili»
Durante la discussione, in cui sono intervenute le varie sezioni di Confindustria a supporto del percorso aggregativo, quello che gli associati hanno ribadito compatti è che il voto rappresenta un avvio, non una decisione irrevocabile.
«Ora si comincerà a sperimentare. Rappresentanza comune, sezioni condivise e nuovi servizi. Parliamo di una collaborazione autorizzata che non toglie indipendenza e autonomia alle territoriali. Il percorso durerà anni, per questo mi rivolgo ancora a quella parte, importante, di calzaturieri che si è astenuta: non stiamo correndo, non stiamo rinunciando ma costruendo» prosegue Pieragostini.
Quello avviato, non si è votata l’aggregazione definitiva, è un percorso che vuole unire e che tiene la porta aperta alle territoriali di Pesaro e Ascoli Piceno, oggi fuori dal progetto aggregativo regionale.
«Una cosa è certa: non basta essere più grandi: dobbiamo essere migliori”. Punto questo che non ha pienamente convinto la sezione calzature che ha ribadito: “La forza di Confindustria non si costruisce accelerando su processi non condivisi, ma ricostruendo fiducia, equilibrio e tutela effettiva per le aziende che la compongono».
La conclusione della presidente di Confindustria Fermo è un messaggio di apertura e condivisione: “Il successo dell’aggregazione non dovrà essere valutato sulla dimensione della nuova organizzazione, ma sulla qualità dei servizi, sulla rappresentanza, sui benefici per gli associati e sulla sostenibilità economica”.















