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Padre Mario Bartolini, la voce di chi lotta per la giustizia nell’Amazzonia peruviana

mercoledì 29 giugno 2016 - Ore 10:22
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Padre Mario Bartolini

Padre Mario Bartolini racconta la sua esperienza. Al suo fianco Franco Pignotti

di Alessandro Giacopetti

Ancora una volta padre Mario Bartolini è stato ospite dell’associazione Aloe Onlus a Fermo, alla Casa delle Associazioni in un incontro dal titolo “Passione amazzonica” organizzato in collaborazione con l’associazione Jacaranda e il CSV Marche. “Padre Mario Bartolini è venuto a portare il messaggio di un popolo che lotta per la giustizia, per i suoi diritti, contro un sistema che invece lo schiaccia – dice Franco Pignotti, direttore progetti e vicepresidente della Onlus  –  Aloe segue il missionario nato a Roccafluvione dal 2010, e lo abbiamo appoggiato nelle varie fasi, anche nel periodo del processo e nei progetti che porta avanti”.

Bartolini, appartenente all’ordine dei Passionisti, da oltre 35 anni combatte la propria lotta a Barranquita, nell’Amazzonia peruviana al fianco delle comunità indigene composte principalmente da contadini che rivendicano diritti in una zona contesa dagli interessi delle multinazionali.

Padre Mario Bartolini

Padre Mario Bartolini

Il motivo che mi spinge a continuare a lottare è sostenere i diritti che vengono offesi e negati. Ad esempio il diritto dei contadini peruviani di vivere pacificamente nella terra che è sempre stata loro, coltivandola. A negare questi diritti sono i gruppi di potere economici, in primo luogo le multinazionali ma anche gruppi locali, con la complicità del potere politico. Da qualche anno a Barranquita è attiva una radio educativa chiamata Caynarachi – spiega Padre Mario Bartolini – che ha una parte ludica e musicale, e un’altra che punta a rendere coscienti i cittadini dei loro diritti. C’è anche una parte informativa sui problemi locali. Una radio per la promozione etica e morale dei suoi ascoltatori”.

Recentemente in Perù si sono svolte le elezioni presidenziali vinte al ballottaggio da Pedro Pablo Kuczynski. “C’è la speranza che cambi qualcosa – commenta il missionario passionista aggiungendo che – il nuovo presidente non potrà governare senza l’appoggio del popolo, perché lo ha scelto il popolo e non i partiti che si sono ridotti a un piccolo gruppo, ristretto, che punta solo a interessi personali. Se siamo cristiani dobbiamo essere fratelli, perché siamo tutti essere umani, soprattutto quelli che non sono considerati alla pari degli altri. Come sacerdote – conclude Padre Mario Bartolini – in forza della fede e del Vangelo dobbiamo essere con chi non ha voce affinché abbiano voce”.

Da qualche mese padre Mario non è più solo. Il suo ordine, i Passionisti, gli ha affiancato un altro missionario, un giovane proveniente da El Salvador. Dopo di lui, nell’incontro presso la Casa delle Associazioni, sono intervenuti Angelo, Barbara e Giosuè: una famiglia che vivrà a Manaus, in Brasile, per 3 mesi nella Casa di accoglienza “Il piccolo Nazzareno” assieme ai volontari e fondatori Tommaso (italiano) ed Elaine (brasiliana), che si occupano del triste e diffuso fenomeno dei bambini di strada. Uno dei progetti sostenuti da Aloe Onlus in America Latina.

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