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La Confcommercio provinciale
chiude i battenti,
Tarantini: “E’ un accorpamento”

FERMO - Il presidente provinciale della sigla associativa: "I presidi territoriali esistenti potranno essere ridotti. Ma resteranno. Anzi, apriremo nuovi sportelli nell'entroterra. Debiti? Sì ma non dimentichiamo i 300 mila euro di crediti che abbiamo da riscuotere"
giovedì 28 luglio 2016 - Ore 11:33
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Il presidente provinciale Confcommercio, Riccardo Tarantini

Il presidente provinciale Confcommercio, Riccardo Tarantini

La Confcommercio provinciale chiude i battenti. Il Consiglio nazionale nei giorni scorsi ha ratificato la decisione. Sulla delegazione provinciale peserebbe, infatti, un debito di 700 mila euro, di cui 400 legati e ereditati dalla scissione con Confcommercio Ascoli piceno. Morale della favola, il nazionale ha deciso di chiudere la delegazione provinciale con, a cascata, i consigli di Fermo, Porto Sant’Elpidio e Porto San Giorgio. Ma per il presidente provinciale Riccardo Tarantini, la scelta non sarebbe affatto un fulmine a ciel sereno o uno schiaffo alla delegazione stessa: “Si tratta di una scelta concertata per razionalizzare i servizi. Purtroppo la situazione generale non consente più di andare avanti con l’assetto attuale. Per questo motivo si è deciso di effettuare degli accorpamenti. Nelle prossime ore parteciperò a un summit regionale in cui si valuteranno le eventuali operazioni da compiere per ottimizzare la situazione. Debiti? Sì la situazione ci ha portato ad averne per circa 300 mila euro. Ma non dimentichiamoci che 400 mila euro sono derivati dalla scissione da Ascoli. E, dettaglio da non sottovalutare, abbiamo circa 300 mila euro di crediti ancora da riscuotere”. Nell’ultimo periodo, forse un prologo alla chiusura, in Confcommercio si sono registrate diverse dimissioni. Gli associati della delegazione provinciale verranno assorbiti dalla Confcommercio Marche centrale: “Questa è la contropartita che abbiamo offerto – spiega Tarantini – per bilanciare il debito a livello nazionale”. E i dipendenti? “Loro verranno redistribuiti con dei ricollocamenti per razionalizzare i servizi. Abbiamo infatti intenzione di aprire degli sportelli anche nell’entroterra fermano. Fino a oggi, infatti, forse sbagliando, ci siamo concentrati solo sui Comuni costieri, tra Porto Sant’Elpidio, Porto San Giorgio e Fermo. Per questo motivo pensiamo di allargarci all’entroterra. Manco a farlo apposta, nelle prossime ore mi incontrerò con circa 150 commercianti di Montegranaro. I presìdi esistenti sulla costa probabilmente verranno ridotti anche per risparmiare sui locali. Comunque resteranno, e ci mancherebbe altro. Figuriamoci se lasciamo scoperta la costa”.

g.f.


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