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Il Fermano riparte: Comuni del Cratere in un progetto turistico-culturale

17 Comuni uniti in un unico progetto per il rilancio del turismo nell’entroterra inteso come territorio unico che vada identificato da un nome forte, affinché possa essere conosciuto a livello nazionale e internazionale.
giovedì 23 febbraio 2017 - Ore 15:05
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di Alessandro Giacopetti

Tutti insieme verso un orizzonte condiviso. E’ quello che hanno messo nero su bianco in un documento unitario i rappresentanti di Amandola, Belmonte Piceno, Falerone, Massa Fermana, Monsampietro Morico, Montefortino, Montappone, Monte Vidon Corrado, Montefalcone Appennino, Montegiorgio, Monteleone di Fermo, Montelparo, Monte Rinaldo, Ortezzano, Santa Vittoria in Matenano, Servigliano e Smerillo. 400 mila euro sono attesi dalla Regione Marche in tempi ragionevolmente brevi. Il progetto è stato presentato alle porte di Belmonte Piceno, nella storica chiesa di Santa Maria in Muris, di origine farfense, sconsacrata, un tempo privata ora di proprietà comunale, alla presenza di diversi sindaci firmatari.
E’ il “padrone di casa” Ivano Bascioni, sindaco belmontese, a chiarire che “è una delle poche volte in cui Comuni appartenenti a un omogeneo territorio hanno deciso di presentare un progetto alla Regione Marche. Abbiamo incontrato il governatore, Luca Ceriscioli, l’assessore alla Cultura, Moreno Pieroni e l’assessore di riferimento per il Fermano, Fabrizio Cesetti. Lo scopo è promuovere a livello culturale e turistico il territorio nel suo insieme prima che i 17 Comuni singoli. Tutto nasce a seguito del sisma che ci ha colpito. Dobbiamo riconoscere che siamo indietro rispetto ad altri ambiti territoriali”. Sulla cartella che sintetizza il progetto c’è scritto “Il Fermano riparte” ma il nome che verrà assegnato all’area geografica in questione per la sua promozione turistico-culturale non è ancora stato comunicato.
A proporre per primo l’idea è stato Marco Rotoni, sindaco di Servigliano, secondo cui “tutto nasce dal lavoro fatto dal Laboratorio della Dieta Mediterranea per connettere le eccellenze del territorio contraddistinto da una elevata qualità della vita e dalla presenza di tradizioni che divengono una ancora di salvataggio. Il progetto contiene molte realtà, sia pubbliche come i comuni che private e nasce dalla volontà della comunità di fare impresa. Dall’altra parte c’è il forte radicamento nell’elemento culturale, economico, agricolo al fine di creare pacchetti turistici. Ovviamente servirà anche la formazione per coloro che saranno impiegati come operatori turistici”.
A sintetizzare la voglia di superare il sisma e passare ai fatti è Gilberto Caraceni, sindaco di Massa Fermana, uno dei centri più importanti dell’industria del cappello: “Crediamo nella possibilità di ricominciare e vogliamo portare più persone possibili in questo territorio perché ciò fa bene alle bellezze artistiche, alle industrie manifatturiere con i loro outlet”. “Abbiamo la capacità di attirare gente da fuori grazie alle molte cose che abbiamo da far vedere e grazie all’ospitalità della nostra gente” ha aggiunto Armando Benedetti per Montegiorgio. “Questo progetto è complementare a quello presentato da Marca Fermana, che comprende anche la costa e non il solo Cratere. Poiché i canali di finanziamento sono diversi, questi fondi si aggiungono a quelli che potranno essere trovati dal progetto di Marca Fermana. Il territorio dell’entroterra è più indietro rispetto alla costa”. Concetto ripreso anche da Marco Fabiani, sindaco di Monteleone che aggiunge “Cerchiamo di trovare ulteriori fondi rispetto a quelli che possono arrivare da Marca Fermana poiché il Governo ha stanziato fondi specifici per il Cratere e le zone terremotate che dovranno ricadere solo nelle province di Ascoli, Fermo e Macerata e che dovranno andare a sanare i danni diretti e indiretti che abbiamo avuto dal sisma. Comunque anche prima del terremoto noi eravamo una zona disagiata”. “I Comuni piccoli hanno più difficoltà a intercettare i fondi anche per problemi e progetti importanti – ha spiegato Giuseppe Forti per Monte Vidon Corrado aggiungendo che – nella programmazione triennale delle opere della Regione i piccoli non esistono. Marca Fermana, storicamente ha promosso più la costa che l’entroterra, ma il turismo balneare della costa è diverso da quello che sceglie di venire ad esempio alla casa museo di Osvaldo Licini a Monte Vidon Corrado”. “Un turismo che però dovrebbe integrarsi – ha proseguito Marino Screpanti di Montelparo – affinché chi visita la costa possa almeno un giorno visitare i comuni dell’interno per variare, per essere maggiormente stimolato a tornare il prossimo anno e non rischiare di annoiarsi”.

Non a caso la presentazione è avvenuta di fronte alla chiesa di Santa Maria in Muris, uno dei tanti gioielli storici di cui le colline del Fermano sono costellate a da cui lo sguardo accarezza le vallate fino ad arrivare sui Sibilli innevati, uno dei patrimoni naturali vantati dal quel grande territorio costituito dai 17 comuni inseriti nel Cratere sismico. Alla conferenza di presentazione erano presenti Ivano Bascioni (Belmonte Piceno), Gilberto Caraceni (Massa Fermana), Giuseppe Forti (Monte Vidon Corrado), Giorgio Grifonelli (Montefalcone Appennino), Armando Benedetti (Montegiorgio), Marco Fabiani (Monteleone di Fermo), Marino Screpanti (Montelparo), Fabrizio Vergari (Santa Vittoria in Matenano), Marco Rotoni (Servigliano) e Antonio Vallesi (Smerillo). Assieme a loro Domenico Baratto del Filofest, il dott. Paolo Foglini, diabetologo, e Emanuele Luciani in rappresentanza del Laboratorio per la Dieta Mediterranea.


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