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Camera di Commercio, Cna:
“Nessuno accusi Coltrinari,
si è dimesso per coerenza”

FERMO - Il presidente Cna, Paolo Silenzi e il direttore Cna, Alessandro migliore: "Vogliamo evitare spaccature, mantenere la linea della chiarezza e della trasparenza, auspicando che questa ulteriore riconferma della presidenza possa ridare quel peso e quell’autorevolezza di cui il nostro ente camerale necessita nel processo di riforma del sistema in atto e sui tavoli in cui si stanno prendendo le decisioni che riguardano il futuro del territorio"
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Paolo Silenzi

Paolo Silenzi

Dimissioni del presidente della Camera di Commercio, Graziano Di Battista, due volte presentate e due volte respinte. Nel mezzo, la vicepresidenza a Sandro Coltrinari. E i più maliziosi hanno ipotizzato che nelle segrete stanze della Cciaa di Fermo fossero partite grandi manovre per un “golpe”. Ma oggi la Cna fa sentire la sua voce per respingere al mittente qualsiasi accusa rivolta a Coltrinari, che in Camera di Commercio rappresenta proprio la Confederazione dell’artigianato e della piccola e media impresa. “Riguardo la situazione della Camera di Commercio di Fermo la Cna – fanno sapere il suo presidente provinciale Fermo, Paolo Silenzi, e il suo direttore provinciale Fermo, Alessandro Migliore – ha sempre agito secondo un chiaro principio: rispettare le regole, evitare le spaccature, tutelare l’ente. Lo stesso principio seguito da Sandro Coltrinari, espressione della nostra associazione presso la Camera di Commercio.
Una linea testimoniata dalle azioni intraprese dallo stesso ex vicepresidente e in nome delle quali la Cna non può che respingere gli inviti ad un abbassamento dei toni.

A dx Alessandro Migliore

A dx Alessandro Migliore

La rinuncia da parte di Coltrinari alla delega con cui avrebbe dovuto rappresentare il presidente Di Battista in contesti pubblici altro non è che la volontà di rispettare lo statuto della Camera di Commercio: l’articolo 24, infatti, parla di assenza o impedimento del presidente, condizioni che non ci risulta siano state ufficializzate.
Dispiace constatare come si sia voluto far passare il rispetto delle regole di Sandro Coltrinari per ambizione e volontà di aprire una competizione, finendo per dipingerlo come la pietra della scandalo.
Al di là delle forzature e al netto delle reali ambizioni di qualcuno, quello di Coltrinari si rivela, ora più che mai, un comportamento coerente e limpido, se è vero che ad oggi siamo nella stessa situazione in cui eravamo il 25 ottobre, giorno in cui il presidente Di Battista rassegnava le sue dimissioni, ma con la differenza che nel frattempo sono accadute cose che non si può far finta di ignorare.
La decisione del 29 novembre scorso di Sandro Coltrinari di dimettersi da vicepresidente rappresenta la volontà di agire in coerenza con il percorso intrapreso dall’inizio di questa vicenda, in accordo con Cna e con pieno senso di responsabilità.

Sandro Coltrinari

Sandro Coltrinari

Il rispetto delle regole deve essere alla base della gestione di un ente pubblico quale è la Camera di Commercio, e mantenere la vicepresidenza vorrebbe dire avallare ciò che inizialmente si era individuato come un’anomalia a cui porre rimedio.
Riguardo la fiducia accordata al presidente Di Battista, la Cna ha agito in linea con la maggioranza con l’unico intento di dare priorità alla coesione dell’ente, non senza ignorarne il rovescio della medaglia: una eventuale spaccatura, infatti, avrebbe rallentato ancora di più il raggiungimento di importanti risultati per il futuro del territorio e delle sue imprese.
Cna e Sandro Coltrinari ringraziano per la fiducia riposta nella figura di quest’ultimo, ma ribadiscono che la coerenza impedisce di accettare l’incarico di vicepresidente, ferma restando la volontà di lavorare in giunta affinché vengano portate a termine progettualità strategiche per il tessuto imprenditoriale e sociale del Fermano. Si ribadisce, infine, la volontà di evitare spaccature, mantenere la linea della chiarezza e della trasparenza, auspicando che questa ulteriore riconferma della presidenza possa ridare quel peso e quell’autorevolezza di cui il nostro ente camerale necessita nel processo di riforma del sistema in atto e sui tavoli in cui si stanno prendendo le decisioni che riguardano il futuro del territorio”.


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