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Gli studenti fermani scendono in piazza: “Cambiamo la scuola per cambiare il Paese”

FERMO - Gli studenti: "In alcune scuole vi sono ancora barriere architettoniche per disabili, molte finestre sono rotte rendendo così le classi fredde d’inverno e caldissime d’estate, le condizioni dei bagni sono al limite della decenza"
venerdì 17 novembre 2017 - Ore 12:48
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Trasporti, sicurezza scolastica, alternanza scuola lavoro. Queste sono solo alcune delle problematiche che il comitato studentesco Noisette, insieme alla Rete degli Studenti Medi Marche hanno portato in piazza nel corso della manifestazione di questa mattina promossa in occasione della giornata internazionale dello studente.

 Il corteo degli studenti fermani delle scuole superiori è partito nella prima mattinata dall’I.T.E.T. Carducci-Galilei  per arrivare in Piazza del Popolo dove si è svolta  un’assemblea aperta con gli studenti. “Non è possibile che, dopo due anni dall’approvazione della legge 107 (Buona Scuola), l’alternanza scuola-lavoro sia ancora non regolamentata – spiegano i ragazzi che hanno preso parte alla manifestazione –  e che vi siano ancora moltissimi casi di sfruttamento, chiediamo con forza che il Ministero dell’Istruzione si adoperi per far approvare la carta dei diritti degli studenti in alternanza e che essa abbia delle reali tutele per noi studenti. L’alternanza scuola-lavoro sarà dall’anno prossimo oggetto di valutazione all’esame orale di maturità, non vogliamo che gli studenti debbano vedersi abbassato un voto solamente per colpa della negligenza di altri”.

Studenti che hanno chiesto poi una maggiore qualità nella rete dei trasporti: “La Regione Marche è l’ultima regione per fondi (a persona) ricevuti dallo Stato e per questo si rifà sempre di più ai rincari sugli abbonamenti e sui biglietti. Vogliamo un servizio di qualità che non ci faccia spendere un patrimonio: poter recarsi a scuola per studiare è un diritto, non un privilegio. Infine vi continua ad essere il grave problema dell’edilizia scolastica nel nostro territorio. Purtroppo, dopo il terremoto poco è stato fatto. Il problema dell’edilizia scolastica però non si riconduce esclusivamente al terremoto, infatti in alcune scuole vi sono ancora barriere architettoniche per disabili, non ci sono rampe per le carrozzine né ascensori, molte finestre sono rotte rendendo così le classi fredde d’inverno e caldissime d’estate, le condizioni dei bagni sono al limite della decenza. Vogliamo che le nostre scuole siano sicure e ben fatte”

 


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