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Fermo specchio del razzismo? Rabbia di Calcinaro dopo servizio La7: “Visione parziale e senza contradditorio” (VIDEO)

FERMO - Il sindaco condanna e prende le distanze dal servizio trasmesso ieri dall'emittente televisiva La7 in cui vengono associati i fatti di Macerata con quello di due anni fa a Fermo relativi alla morte di Emmanuel
giovedì 8 Febbraio 2018 - Ore 17:27
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“Ritengo di dover inviare alla redazione di La7 alcune precisazioni sul contenuto del servizio andato in onda nella puntata di ieri del programma ‘Bersaglio Mobile’ che ha riportato una visione del tutto parziale e senza possibilità di contradditorio sulla realtà cittadina di Fermo e dei suoi abitanti”. Il sindaco di Fermo Paolo Calcinaro condanna e prende le distanza in modo deciso dal servizio trasmesso ieri dall’emittente televisiva La7 in cui vengono associati i fatti di Macerata con quello di due anni fa a Fermo relativi alla morte di Emmanuel e non solo.
“Anzitutto – scrive Calcinaro – dispiace notare una certa imprecisione su alcuni fatti che così come da narrativa del servizio possono essere addebitati alla città. L’incendio doloso ad un appartamento che avrebbe ospitato rifugiati ed appiccato al presunto fine di impedirne l’insediamento non può essere descritto come avvenuto “qui vicino,  poiché accaduto addirittura in diversa città di diversa provincia. Non può essere associato in qualsiasi maniera alla città di Fermo la presenza dell’attentatore di Macerata come occasionale steward per le partite della squadra locale di calcio, anch’essa non responsabile perché si trova ad affidare il servizio a ditta specializzata per altro non avente sede nemmeno in provincia. E’ stato del tutto omesso d’altra parte il contributo che offre da anni questa città sul tema migranti: difatti oggi la città accoglie un numero di richiedenti asilo largamente superiore a quello che le aride convenzioni tra Anci e Ministero vorrebbero. Ma la Città di Fermo ed i suoi cittadini non si sono tirati indietro in questa emergenza nazionale consapevoli della tradizione di umanità ed accoglienza che la città ha da sempre avuto”.
Calcinaro aggiunge: “Nella consapevolezza della gravità di quanto accaduto per la morte di Emmanuel posso tuttavia affermare che questa città ha continuato a non sottrarsi al proprio ruolo nel sistema di accoglienza non erigendo mai barriere o sollevazioni come le cronache ci riportano con cadenza settimanale da località sparse per tutta la penisola. Questo valore di accoglienza, con cui la Città di Fermo ed i fermani si misurano quotidianamente pur consapevoli delle problematiche di un fenomeno sulle quali ancora latitano soluzioni normative nazionali, resta un patrimonio importante della città che tuttavia, e su questo mi rammarico fortemente, alcuni singoli soggetti ripetutamente cercano di svilire usando interviste su stampa e da oggi anche in televisione.
  Mi chiedo perché dei cittadini, ad oltre un anno e mezzo di distanza da un fatto inequivocabilmente grave ma comunque in un contesto di accoglienza cittadina isolato, devono per forza continuare con cadenza quasi abituale a voler evidenziare tinte fosche della città omettendo ogni volta numeri e dati che vanno in maniera evidente in senso opposto rispetto alle loro ripetizioni. Detto questo, sia chiaro che non tornerò più sulla questione per non dare adito a chiunque, tanto più in questo periodo elettorale, intende usare la città come campo di propaganda politica, in un momento in cui le parti in campo non si stanno risparmiando in strumentalizzazioni”

© RIPRODUZIONE RISERVATA


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