Mercoledì 9 maggio, a Porto San Giorgio, si è svolta una riunione dei medici ospedalieri dell’Area Vasta 4 appartenenti all’organizzazione sindacale Cimo. “La riunione – spiegano dallo stesso Cimo – si è resa necessaria per discutere della situazione critica che si sta verificando presso l’Ospedale di Fermo relativamente alla carenza di personale medico in quasi tutti i reparti e alla conseguente precarietà dell’assistenza. Tale condizione di sofferenza è presente in tutti i Dipartimenti, in particolare nel Dipartimento Materno Infantile, in quello di Emergenza, in quello Medico e in quello Chirurgico”.

“Le difficoltà assistenziali – afferma la dottoressa Maria Menichetti, segretario aziendale Cimo Area Vasta 4 – vengono aumentate dalle carenze di posti letto in relazione alle richieste di ricovero, che costringono i pazienti a degenze fuori dai propri reparti, comportando difficoltà logistiche per il personale sanitario spesso costretto a lunghi percorsi che compromettono la tempestività dell’assistenza”.

Sottolinea il dottor Luciano Moretti, segretario Cimo Marche: ” Provocando un inevitabile disagio sugli stessi operatori, troppo spesso sottoposti a insostenibili carichi di stress e di responsabilità. È questo il motivo per il quale si sta determinando un fenomeno del tutto nuovo e per molti versi inatteso: i medici decidono di licenziarsi, orientandosi su obiettivi lavorativi più sicuri”.

“Per i medici più giovani – concludono dal sindacato dei Medici – la fuga è dovuta anche alla precarietà dei contratti, in molti casi a tempo determinato o di collaborazione, che inducono naturalmente a perseguire situazioni più stabilizzate e meno incerte. A fronte di questa drammatica situazione che si sta determinando, si continuano a seguire logiche troppo spesso solo economicistiche, rinunciando a promuovere l’assunzione di nuovo personale, esponendo l’intero sistema ospedaliero ad una inevitabile riduzione della qualità dell’assistenza”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA