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Crollo Montani, l’Unione sindacale di base: “Basta tavoli e confronti, risposte concrete alla gente”

FERMO - Per Quaglietti è giunto il momento di sbloccare i fondi del sisma e impiegarli per le esigenze reali delle popolazioni marchigiane in difficoltà
domenica 20 maggio 2018 - Ore 11:32
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“Basta tavoli e incontri per fare ancora l’analisi di una situazione che si conosce benissimo. E’ arrivato il momento di agire e di dare risposte concrete agli studenti, alla popolazione e a tutto il territorio sulle emergenze del terremoto e sulla sicurezza sia delle scuole, che degli edifici pubblici e delle abitazioni.” Lo afferma il coordinatore provincia di Fermo dell’Unione sindacale di base, Andrea Matè, in relazione al recente crollo del tetto di un aula dell’Istituto Tecnico Montani.

“Solo per un caso non c’erano alunni, insegnanti e personale nel locale al momento del cedimento – sostiene Matè – e questo è davvero preoccupante. E adesso poi, ad una settimana quasi dal crollo si continua a discutere sul da farsi e qualcuno vuole confronti e tavoli per capire come stanno le cose nel fermano e non solo: occorre invece andare avanti e intervenire subito, utilizzando i fondi post-sisma per mettere immediatamente in sicurezza scuole, edifici e abitazioni. Non possiamo aspettare che avvenga una tragedia”.

Secondo il segretario regionale Marche dell’Usb, Andrea Quaglietti, la vicenda drammatica del crollo al Montani di Fermo, è rappresentativa di una condizione di tutta l’area del cratere che è bloccata da molto tempo : “La ricostruzione , a 2 anni dal sisma – sostiene Quaglietti – non è ancora partita, e ci sono interi borghi dei Sibillini, sia nel sud che nel centro delle Marche che sono deserti e disabitati, come avessero subito una guerra. Perché sta accadendo tutto questo, con i rischi che sappiamo soprattutto per le scuole attive e per luoghi pubblici e le aziende ? Perché non esiste, per Ascoli, Fermo , Macerata ancora oggi un progetto serio di rinascita e un programma di sviluppo per le zone colpite?”

Per Quaglietti è giunto il momento di sbloccare i fondi del sisma e impiegarli per le esigenze reali delle popolazioni marchigiane in difficoltà, “anche dando la possibilità ai privati di anticipare le spese per la sistemazione delle proprie case e poi chiedere il rimborso allo Stato e alla Regione. La gente non può più aspettare e se vogliamo dare un futuro ai borghi e ai comuni colpiti è urgente avviare i percorsi di ricostruzione. Altrimenti questi centri resteranno per sempre disabitati e abbandonati al loro destino. “


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