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Con Klimt e Schiele si apre il nuovo corso
della delegazione fermana del Fai

FERMO - Appuntamento mercoledì 23 maggio alle ore 21 al Buc Machinery con Roberto Cresti, ricercatore e docente di Storia dell’arte contemporanea e di Storia delle arti del Novecento
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Lo aveva annunciato in occasione del suo insediamento (LEGGI QUI): con la conferenza “Pellegrini dei sensi”, in programma mercoledì 23 maggio alle ore 21 al Buc Machinery, si aprirà il nuovo ciclo del Fai Delegazione di Fermo, guidata da Rossella Falzetta.

All’incontro, che sarà incentrato sulla secessione viennese e sulle figure di Gustav Klimt e Egon Schiele, interverrà Roberto Cresti, ricercatore e docente di Storia dell’arte contemporanea e di Storia delle arti del Novecento presso il Dipartimento di Studi Umanistici della Università di Macerata. Cresti ha insegnato Storia dell’arte, Estetica, Filosofia dell’immagine e Pedagogia dell’arte presso le Accademie di Belle Arti. È curatore di mostre, tiene numerose conferenze in materia di storia dell’arte e della letteratura contemporanea ed è autore di saggi e monografie su artisti, critici e movimenti artistici del XIX e del XX secolo. Tra le ultime pubblicazioni: Centri orfici. Dino Campana, Carlo Carrà e l’arte “contemporanea”, Il colore e l’enigma, Geometrie d’Ottobre. L’Essere-rivoluzione e il mondo delle immagini, Imperfetto presente. Saggio sulla pittura di Nicola Nannini, Le ali della materia. Enrico Prampolini, il Futurismo e la rivista “Noi” (1917-1925).

LA SECESSIONE VIENNESE

Vienna al termine del XIX secolo vive un periodo di floridità creativa nelle arti e nell’architettura grazie al Modernismo di Otto Wagner. Contemporaneamente, gli artisti in fuga dalle idee della Associazione Ufficiale degli Artisti Viennesi, danno vita alla Secessione Viennese guidati da Gustav Klimt, lo stesso movimento artistico diffuso nel resto d’Europa sotto i nomi di Art Nouveau, Art Deco, Jugenstil e Liberty. Le linee essenziali conquistano sensualità e opulenza con l’accostamento a motivi floreali e dorature. L’arte è concepita come totalizzante, deve investire arti plastiche, grafica, architettura e design, e coinvolgere oltre al colore anche materiali come cemento, vetro e metallo.

GUSTAV KLIMT

Gustav Klimt nasce in Austria nel 1862 e lega indissolubilmente la sua fama alla Secessione Viennese, che fondò e di cui curò la pubblicazione del manifesto, il Ver Sacrum. Nel 1903 Klimt si reca a Ravenna e riceve una forte ispirazione dai mosaici bizantini. Ritornato in Austria, si rivolge ai laboratori viennesi di arti plastiche e comincia ad utilizzare l’oro per modulare le parti piatte dei quadri e conferire bidimensionalità. Al periodo aureo appartengono le opere più note di Klimt, caratterizzate da una spiccata sensualità. La contaminazione con l’espressionismo e con artisti come Toulouse-Lautrec, convince Klimt ad un progressivo abbandono dell’oro e a un maggiore accento sui contrasti cromatici. Gustav Klimt muore nel 1918, lasciando un ampio numero di opere, alcune delle quali gli valsero riconoscimenti nelle esposizioni internazionali d’arte.

EGON SCHIELE

Nella sua breve esistenza Egon Leon Adolf Schiele (1890-1918) mostrò un talento indiscusso e precoce. Insieme ad Oskar Kokoschka figura tra i maggiori esponenti dell’espressionismo viennese al quale contribuisce con centinaia di acquerelli, dipinti, incisioni, poesie e opere fotografiche. Il suo stile, dal tratteggio inconfondibile, rivela una perlustrazione dell’animo umano attraverso la presentazione della cruda fisicità dei corpi, spesso disfatti, smunti, angosciati. La sessualità dei suoi ritratti si contrappone al raffinato erotismo dell’Art Nouveau perché, come spiega nel manifesto di un movimento d’avanguardia, “l’artista deve essere se stesso senza utilizzare il patrimonio del passato e della tradizione”. Legato a Gustav Klimt da profonda amicizia, grazie a lui conosce ricchi mecenati e allestisce mostre, e a lui succederà come il più importante pittore austriaco.


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