
Il tratto in viola sarà quello interessato dal primo lotto del ripascimento
di Pierpaolo Pierleoni
Mezzo milione di euro per 300 metri di lungomare sud. Il primo lotto del ripascimento di ghiaia sul litorale di Porto Sant’Elpidio, flagellato dall’erosione, è andato ad una ditta salentina, la Calora Surl di Santa Cesarea Terme, arrivata iavanti ad un’impresa napoletana, la F.T. Costruzioni. Ieri l’aggiudicazione, decisa dalla Stazione unica appaltante della provincia di Fermo. La gara aveva previsto l’invito di 15 imprese, 10 quelle che hanno formulato un’offerta. Quella risultata prima aveva presentato un ribasso sui lavori a base d’asta a sfiorare il 31%. Il vincitore ha dovuto fornire documentazione giustificativa alla sua offerta, inizialmente ritenuta anomala per l’eccessivo ribasso. I chiarimenti forniti sono stati ritenuti congrui e si è proceduto al verbale di assegnazione dell’appalto. La società vincitrice ha dichiarato di voler subappaltare parte delle opere.
Il milione di euro concesso dalla regione Marche a Porto Sant’Elpidio per il ripascimento, al fine di arginare l’erosione, è stato diviso in due lotti. Quello appena aggiudicato, che il Comune spera di realizzare prima che la stagione estiva entri nel vivo, ammonta a 525.000 euro e prevede l’utilizzo di ghiaia prelevata dalla foce del fiume Tenna, per 10.000 metri cubi, e acquistata da cave private per altri 8.000. Il ripascimento interesserà una lunghezza di 300 metri lineari di litorale, con 60 metri cubi al metro, riguarderà il tratto di spiaggia in corrispondenza degli stabilimenti Vaca Paca, Pepe Nero e Kookà ed un tratto di spiaggia libera immediatamente a sud di quest’ultimo.
Rispetto al progetto iniziale sono diverse le differenze e si sono sensibilmente ridotti i materiali. Si ipotizzava infatti di versare 44.500 metri cubi di ghiaia prelevata dai fiumi Chienti e Tenna, tenendo conto della possibilità di ridurre i quantitativi qualora fosse necessario ricorrere all’acquisto da cave private. Invece per il primo lotto la ghiaia sarà proveniente per poco più della metà dal Tenna e per il resto da una cava. Il secondo lotto, visto che la ghiaia del Chienti è risultata non idonea dalle analisi effettuate “sarà realizzato esclusivamente con materiale proveniente da cava” come si legge dalla relazione illustrativa nel bando di gara.














