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Scacco matto alla banda
dei distributori di benzina: fatti
dei ‘sopralluoghi’ anche nel Fermano

OPERAZIONE "CRASH" - Si tratta di un 33enne, il capo, e di un 25enne e due 21enni, romeni senza fissa dimora. Avevano appena patteggiato ed erano stati rimessi in libertà, i carabinieri li hanno incastrati di nuovo all'uscita del tribunale
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Il denaro e agli arnesi sequestrati durante il primo arresto

Erano appena usciti dal carcere, dopo aver patteggiato due anni e 300 euro di multa. Non hanno fatto in tempo ad esultare che i carabinieri li hanno arrestati di nuovo.  Si tratta dei quattro componenti della band di rom accusati degli assalti ai distributori self di benzina tra Marche e Abruzzo. I carabinieri della compagnia di Osimo, diretti dal maggiore Raffaele Conforti, hanno aggiunto un nuovo e importante tassello all’operazione “Crash”.

I militari dell’Arma, nel corso delle indagini, hanno potuto accertare che la banda ha effettuato dei ‘sopralluoghi’ anche nel Fermano, in particolar modo tra i distributori lungo la statale Adriatica.

I carabinieri sono riusciti a ricostruire una serie di colpi messi a segno tra le province marchigiane: ben nove in appena un mese, cioè da aprile a maggio. Per un cifra totale, considerando i furti già contestati e i danni, che si aggira sui 145mila euro. Sulla base dell’indagine dei carabinieri, lunedì il sostituto procuratore di Ancona Rosario Lionello ha emesso un provvedimento di fermo nei confronti dei quattro, contestando loro l’associazione per delinquere finalizzata alla commissione di furti pluriaggravati. E così ieri i militari sono entrati in azione.

Il capobanda è un 33enne. Con lui hanno agito un 25enne, e due 21enni tutti nati in Romania, senza fissa dimora in Italia. Avevano come base d’appoggio un hotel di Alba Adriatica. Secondo gli inquirenti avevano un tenore di vita ben al di sopra delle reali possibilità, visto che risultavano nullatenenti e senza lavoro. Si spostavano a bordo di una Bmw rossa serie 3 Station wagon. A Pesaro ieri era prevista l’udienza in tribunale per l’arresto del 7 maggio scorso, quando la banda venne fermata subito dopo un assalto a un distributore di Fano. L’avvocato aveva chiesto e ottenuto un patteggiamento e così i quattro erano pronti ad uscire dal carcere. Appena fuori però  i carabinieri hanno notificato loro il nuovo provvedimento del pm di Ancona. E così i quattro sono tornati in cella a Pesaro.

Il capobanda era arrivato addirittura da Velletri, dove già era ai domiciliari per altri reati, proprio per partecipare all’udienza. Gli altri erano tutti incensurati. Dei nove nuovi colpi contestati alla banda, ben sei erano stati commessi nella nostra provincia: tre a Corridonia e tre a Macerata. Il 27 aprile doppio assalto in contrada Sarrocciano con tanto di colonnine self sradicate: nel mirino erano finiti i distributori Eni e Rete Italia. Nel primo caso un bottino di 820 euro, nel secondo di 125 euro.

Il 29 aprile invece, sempre a Corridonia, ma sulla superstrada avevano razziato l’area di servizio Ip al chilometro 85: sigarette, cibo e merce varia. Venendo a Macerata, infine, i tre assalti riguardano tutti il distributore Ip della Pieve. Uno il 30 aprile andato a vuoto, l’altro il 3 maggio per un bottino di 2mila euro grazie alla colonnina sradicata e l’ultimo il 5 maggio. Anche in questo caso erano stati costretti a fuggire a mani vuote. Quest’ultimo assalto aveva poi dato il la al successivo arresto di Fano.

 

 


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