E’ del 10 luglio scorso la delibera approvata dalla giunta Scarfini che mette un punto fermo, ma non ancora definitivo, sulla vicenda Di Ruscio, rinviando al prossimo Consiglio comunale l’ultima decisione in merito al procedimento avviato nei confronti dell’ex sindaco per valutare l’assenza di cause di incompatibilità.
La delibera votata da sindaco ed assessori è di indirizzo e con essa di fatto l’amministrazione fermana accetta la rinuncia agli atti proposta dallo stesso consigliere Saturnino Di Ruscio, in forza della quale si estinguerebbe la pendenza del giudizio. Non solo, Di Ruscio rinuncerebbe alle spese processuali anche future, agli interessi maturati e maturandi sul credito riconosciuto dalla sentenza e si impegnerebbe ad alienare i diritti sull’immobile oggetto del contenzioso nel giro di circa un mese. Il tutto, messo nero su bianco, innanzi al notaio e trasmesso agli uffici di via Mazzini.
Se anche la civica assise accoglierà la proposta, Di Ruscio potrà svolgere il suo ruolo di consigliere di opposizione e quindi il suo mandato serenamente. Quella della giunta era una pronuncia attesa nell’ambito dell’iter avviato per accertare la sussistenza di cause di incompatibilità per l’ex primo cittadino a cui il tribunale civile alla fine di maggio, quindi dopo le elezioni, aveva riconosciuto alcuni diritti relativamente all’occupazione di aree di sua proprietà da parte del Comune. Un contenzioso che, nei fatti, avrebbe determinato una situazione di potenziale conflitto di interessi previsto dal Tuel.
Come noto, peraltro, il segretario generale del Comune di Fermo aveva sottolineato nelle prime fasi dell’interlocuzione tra Comune e Di Ruscio che la sola rinuncia agli atti dei giudizio non fosse sufficiente dal momento che il consigliere sarebbe poi rimasto titolare del diritto da far valere nei confronti dell’ente anche in futuro. Per superare qualsiasi scoglio e rimuovere l’incompatibilità era dunque necessario che Di Ruscio rinunciasse all’azione quindi al risarcimento del danno, insomma che si estinguesse anche la “pretesa sostanziale”.
Gli impegni assunti dal consigliere, che rinuncia quindi anche agli atti del giudizio, sono stati accolti dalla giunta. Si tratta tecnicamente di un atto unilaterale d’obbligo che “consente all’amministrazione di mettere in sicurezza le casse comunali da eventuali responsabilità erariali al contempo lasciando impregiudicate le possibilità di far valere in giudizio le proprie ragioni, anche mediante l’eventuale attivazione di un’azione legale per il riconoscimento dell’acquisizione per usucapione delle aree oggetto di contenzioso” si legge nella delibera.




















