
Saranno diversi i lavoratori che trascorreranno il 15 agosto in servizio per garantire a tutti negli ospedali, sulle strade e nei servizi essenziali sicurezza, salute e ordine pubblico. “Spesso in troppi lo dimenticano – rimarca Giuseppe Donati, segretario regionale della Cisl Funzione Pubblica – che la grande famiglia della Pubblica Amministrazione è quella che non va mai veramente in ferie e garantisce continuità e presenza in quei servizi fondamentali che il privato cessa di erogare quando arrivano le feste”.
Per Donati il settembre che si prepara ad arrivare sarà a dir poco “rovente”. “Su tanti, troppi fronti nel Fermano sarà necessario riaprire le vertenzialità rimaste sospese e che, se non risolte positivamente, metteranno a rischio posti di lavoro, qualità dei servizi pubblici come la sanità e la sicurezza, ma soprattutto classificheranno i cittadini del nostro territorio come cittadini di serie B”.
“La Csil Fp – prosegue – è rimasta in campo anche durante l’estate ‘aperta per ferie’, ma si prepara ad un autunno che sarà molto impegnativo e, come nella tradizione cislina, di dialogo franco con tutti. Se avvertirà però che le condizioni per l’interlocuzione verranno meno a causa del mancato rispetto dei patti o per l’eccessiva melina delle controparti, allora sarà scontro duro e senza esclusione di colpi. La nostra priorità, infatti, sono i lavoratori pubblici ed i servizi da essi garantiti”.
SANITÀ
“Mentre i più erano sotto l’ombrellone, la politica regionale, in linea con una strategia ormai consolidata negli ultimi anni, ha partorito l’ennesima mini riforma della sanità, degradando i direttori di Area Vasta in dirigenti e ponendo paletti a ribasso per il reclutamento degli stessi. Questa riforma è uno schiaffo ai territori. Il messaggio è chiaro: comanda Ancona e basta ed ai territori – quindi alle Aree Vaste – spetta solo il compito di ubbidire ed eseguire. I direttori di Area Vasta, che rappresentavano il vertice della sanità sul territorio, contano più nulla e vengono degradati a semplici esecutori. Tutto questo, sia chiaro a tutti per evitare che qualche sindaco versi lacrime da coccodrillo, è stato possibile per una sgradevole arrendevolezza della politica locale e degli stessi sindaci. Sul territorio da ora in poi, cittadini ed operatori, avranno alcun interlocutore autorevole per la sanità perché tutto si deciderà nelle segrete stanze anconetane. Questa di sicuro non è una buona notizia per il Fermano visto che, negli anni, la Regione e l’Asur hanno solo favorito lo svuotamento di servizi sanitari, strutture sanitarie, posti letto e finanziamenti di Fermo.
L’impegno di riaprire a gestione diretta il Reparto di Cure Intermedie di Sant’Elpidio a Mare dovrà essere rispettato, archiviando una pratica come quella di affidare l’assistenza diretta alle cooperative. Ci sono decine di operatori che sono stati delusi nelle loro aspettative professionali e familiari, che hanno il sacrosanto diritto di riappropriarsi della loro sede di lavoro, conquista a seguito di domanda volontaria ma ad essi sottratta dalla Direzione di Area Vasta per carenza di programmazione e per scelte regionali sugli organici, improntate solo sui tagli.
Altro impegno assunto che andrà verificato riguarderà la riapertura di tutti i posti letto della sede Inrca di Fermo.”
CAMERA DI COMMERCIO DI FERMO
“Siamo molto preoccupati per la confusione che regna sovrana in questo Ente a causa di scontri interni ma soprattutto per l’insensibilità totale mostrata dal presidente e dalla Giunta camerale per i dipendenti precari (lo sono ormai da molti anni) e di quelli che dopo anni a tempo determinato nella Camera sono ora dipendenti di una ditta privata di servizi che lavora per la Camera di Commercio. Potevano e dovevano essere stabilizzati negli anni scorsi ma non è stato fatto. Ora, dopo la decisione fortemente penalizzante della Camera Unica Regionale che per Fermo porterà solo meno servizi alle piccole e medie imprese e al Commercio locale, la beffa della perdita del posto di lavoro per questi giovani è alle porte. Con l’assurdo che la Camera di Fermo è l’unica ad aver operato ed ad operare ancora in sotto organico. A settembre riprenderemo la battaglia e cercheremo di capire chi è al nostro fianco perchè tutti si riempiono la bocca di buoni propositi per favorire i giovani ed il lavoro ma poi, a conti fatti, si permette ad un Ente di scaricare come oggetti inutili, ragazzi che hanno maturato esperienza e competenza.
COSIF
“A metà luglio il presidente e l’Assemblea dei soci (in maggioranza Comuni) hanno annunciato la messa in liquidazione del Consorzio di Sviluppo del Fermano. Ora la Regione dovrà nominare un Commissario. Troppi i debiti e troppe le defezioni di soci importanti, come ad esempio il Comune di Fermo, che progressivamente hanno abbandonato il Consorzio. Senza voler analizzare le cause gestionali e politiche che hanno portato il Cosif alla situazione attuale e le responsabilità ascrivibili a scelte fatte negli anni, ora la preoccupazione principale è quella di poter garantire ai dipendenti una via d’uscita. Attenderemo le decisioni della Regione ma di certo il commissario dovrà dire chiaramente cosa vorrà fare dei lavoratori e se la Regione proporrà una sorta di ricollocamento di quest’ultimi. Il Cosif è l’ennesimo fallimento del Fermano. È la riprova di come questo territorio non riesca a fare squadra e come abbia forti resistenze al suo interno nel poter mettere in rete competenze e servizi.”
COMUNI
“In tutti i Comuni, grandi e piccoli, dovrà essere recepita la nuova normativa contrattuale. In quelli più grandi scarseggiano le risorse economiche e la consistenza dei fondi per la valorizzazione del personale sono quasi esaurite. I Sindaci forse non si rendono conto di questo e vorrebbero chiedere sempre di più a degli organici che negli ultimi 10 anni hanno perso dal 30 al 40 per cento dei dipendenti. In alcuni piccoli Comuni, a seguito dei pensionamenti, non resta neppure un dipendente. Non sarà facile trovare l’accordo e soprattutto, senza una nuova visione strategica del Governo sugli Enti Locali, si rischierà la paralisi. Necessitano nuovi investimenti sul ricambio generazionale dei dipendenti degli Enti Locali ma anche la possibilità di avere un numero di dpendenti congruo all’erogazione qualitativa e quantitativa dei Servizi. L’elastico è stato teso al massimo. Il rischio e che si stucchi definitivamente.”
PERSONALE ASSUNTO PER IL TERREMOTO
“Che fine faranno i tanti dipendenti assunti per l’emergenza terremoto? Si parla in modo sconsiderato di non rinnovare loro il contratto perché, secondo la Giunta Regionale, l’emergenza è terminata. Basterebbe girare nei centri colpiti dal terremoto per capire la risibilità di tale affermazione. Per gli Enti Locali delle zone terremotate, i dipendenti assunti in modo straordinario sono essenziali. Sarebbe una vera e propria follia non rinnovare loro il contratto. In aggiunta a questo, c’è tutto il discorso del piano della sicurezza ed anticorruzione legato alla ricostruzione. Si apriranno circa 1000 cantieri di edilizia pubblica e circa 40.000 cantieri di edilizia privata nella Marche e chi garantirà la regolarità degli appalti e la sicurezza dei lavoratori nei cantieri senza l’aiuto straordnario dei tanti dipendenti assunti per il terremoto? Se non si potenzierà la rete della Prevenzione sui posti di lavoro, temiamo che dovremo assistere ad altre tragedie ed allora sarà inutile piangersi addosso.”














