E’ aperta da poche settimane, ma da subito l’area giochi sopra il fosso dell’albero, versante ovest di piazza Garibaldi, ha diviso la cittadinanza. Molte le famiglie che hanno apprezzato la Bambinopoli e che la frequentano abitualmente con i loro piccoli, ma diffuse sono state anche le critiche sul posizionamento a ridosso della Statale 16. Ora arriva anche una petizione, lanciata sulla popolare piattaforma web Change.org, che invita a firmare per interessare il Governo centrale. Una dozzina i destinatari del documento, dal vicepremier Luigi Di Maio al ministro della salute Giulia Grillo, passando per altri esponenti dell’esecutivo. Una cinquantina sin qui le adesioni.

Ad accompagnare la raccolta un testo che invita ad “un segnale forte per la tutela dei più deboli e contro l’arroganza di una politica assurda e priva di buon senso. Il buon senso non è altro che la capacità di giudicare con equilibrio e ragionevolezza una situazione, comprendendo le necessità pratiche che essa comporta! E allora, come poter pensare di realizzare dei giochi per bambini in mezzo ad una delle strade più trafficate d’italia, quale la statale 16?”.
Proseguendo si denuncia come l’area giochi sia stata realizzata “in barba alle linee guida del Ministero delle attività produttive, ma in barba soprattutto alle mozioni ed i dubbi di una cittadinanza che contesta una spesa irrazionale di oltre 100mila euro, con la consapevolezza che in ogni caso così è stato deciso dal palazzo e che non ci sarà nulla e nessuno in grado di cambiare qualcosa”.

La petizione si pone il proposito di “verificare se anche a fronte di questioni che toccano drammaticamente ed irrazionalmente le generazioni future, i bambini, i nostri figli, i nostri nipoti, finalmente qualcosa si muoverà e qualcuno in grado di poter decidere diversamente interverrà! Una petizione che vorrebbe invertire la tendenza che la cosa pubblica sia gestita senza visione d’insieme, scarica da derive opportunistiche e clientelari”. Si auspica in conclusione che il cittadino venga prima di tutto, specie se di fasce deboli, e che si sovverta il paradigma “per il quale, come accaduto fonora con molte questioni annose che hanno coinvolto questa comunità, nessuna decisione assunta dal palazzo, anche la più stolta, ottusa e dissennata, non potrà mai essere appellata”.

P.Pier.

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